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10° - Creazione del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione

Un nuovo ministero per la predicazione nell'Occidente, considerato quasi una nuova terra di missione. Il 28 giugno 2010 Benedetto XVI creava il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l'ultimo Dicastero creato prima delle riforme di Papa Francesco.

Il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, fondato il 28 giugno 2010 da Benedetto XVI, ha sede in Via della Conciliazione 5. È l'ultimo dei Pontifici Consigli in ordine di creazione

Benedetto XVI annunciò l'intenzione di creare un altro Pontificio Consiglio il 28 giugno 2010. Lo scopo era "promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di 'eclissi del senso di Dio', che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo".
Un ministero, insomma, che doveva dedicarsi alla "rievangelizzazione" dell'Occidente, con una particolare attenzione all'Europa. Il nuovo organismo non è una Congregazione, un dicastero vaticano di più alto livello, motivo per cui gli vengono assegnati poteri, prerogative e fondi ridotti rispetto all'organo che si occupa delle terre di missione, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, l'ex Propaganda Fide.: il suo Prefetto è anche chiamato il Papa Rosso per la grande autonomia di cui gode e per l'influenza che esercita in Vaticano. Ha giurisdizione su buona parte dell'Africa e dell'Asia, può gestire le proprie risorse in ampia autonomia e decide anche le nomine episcopali nei Paesi sotto la propria giurisdizione. Di norma la Congregazione che si occupa di nomine è quella per i Vescovi, con la sola eccezione dei territori di missione. 
Nel ruolo di Presidente Benedetto XVI sceglie l'arcivescovo Rino Fisichella, 58 anni, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Rettore della Pontificia Università Lateranense, il primo a esercitare entrambe le cariche. Originario di Codogno, nel lodigiano, Fisichella è una delle principali figure culturali della Chiesa. Nel 1998 era stato nominato vescovo ausiliare di Roma, dove era rettore della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno, e nel 2002, oltre alla guida della Lateranense, era stato anche nominato Presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia. In entrambe le cariche era succeduto a una personalità di enorme importanza: l'arcivescovo Angelo Scola, oggi cardinale, nominato Patriarca di Venezia al posto del cardinale Marco Cè

Rino Fisichella, 68 anni, è Presidente del Pontificio Consiglio fin dalla sua creazione. Più volte candidato al ruolo di arcivescovo metropolita, è stato ausiliare di Roma, Rettore della Lateranense e Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

Il Pontificio Consiglio entra in funzione il 12 ottobre 2010, quando Benedetto XVI stabilisce ufficialmente i compiti e la composizione del dicastero. Fisichella regge l'istituto praticamente da solo, inviando al Papa suggerimenti per gli incarichi di Segretario e Sottosegretario e invitando a considerare anche vescovi e sacerdoti extraeuropei. 
Il 13 maggio 2011 la sua squadra viene completata e rimane ancora oggi invariata. Come Segretario viene scelto l'arcivescovo colombiano Josè Octavio Ruiz Arenas, 66 anni, Vicepresidente della Pontificia Commissione per l'America Latina. Presule di esperienza, era stato ausiliare di Bogotà e primo arcivescovo metropolita di Villavicencio, prima della chiamata in Vaticano nel 2007. Il sacerdote inglese Graham Bell, 49 anni, è invece il Sottosegretario.
Le competenze del Pontificio Consiglio continuano ad ampliarsi sotto il pontificato di Benedetto XVI, che affida a Fisichella anche la competenza sulla catechesi, sottraendola alla Congregazione per il Clero. È forse il segnale che il piccolo Pontificio Consiglio possa venire elevato a Congregazione, ma così non sarà. L'abdicazione di Papa Ratzinger nel 2013 blocca il processo. 


Josè Octavio Ruiz Arenas, 75 anni, colombiano, è Segretario del Pontificio Consiglio dal 2011. È stato ausiliare di Bogotà, arcivescovo di Villavicencio e Segretario della Pontificia Commissione per l'America Latina

L'elezione di Papa Francesco cambia la prospettiva. Il pontefice argentino si dimostra poco propenso a tenere in vita i Pontifici Consigli, organismi piccoli e dalle competenze limitate, e dà subito il via alla sua riforma della Curia Romana. 
Nel 2014 nascono le due Segreterie per l'Economia e per la Comunicazione e cade la prima sigla: il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, guidato dall'arcivescovo Claudio Maria Celli. Due anni più tardi gli organismi vengono ulteriormente ridotti con la creazione dei Dicasteri per Laici, Famiglia e Vita e per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. I due Dicasteri sono nient'altro che il risultato dell'unione di tutti i Pontifici Consigli e gli organismi preesistenti. Scompaiono Laici, Famiglia e "Cor Unum". 
Nello stesso anno Francesco sceglie il Delegato per la Catechesi del Pontificio Consiglio, in ottemperanza a quanto deciso da Benedetto l'anno precedente. Si tratta del vescovo tedesco Franz Peter Tebartz-Van Elst, 55 anni, vescovo di Limburg, chiamato a Roma dopo uno scontro prolungato con i sacerdoti della sua diocesi per lo stile di governo autoritario e per le ingenti spese autorizzate.
Rimangono soltanto 4 Pontifici Consigli: Cultura, Nuova Evangelizzazione, Promozione dell'Unità dei Cristiani e Dialogo Interreligioso. La loro eliminazione è considerata imminente. Papa Francesco, infatti, coadiuvato dal C9, annuncia la stesura della nuova Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, in cui verrà eliminata qualunque distinzione tra ministeri con il definitivo avvento di nuovi Dicasteri. Eppure, il lungo processo burocratico di approvazione dalle Conferenze Episcopali e le divergenze tra i cardinali di Curia sull'assetto dei Dicasteri bloccano il progetto, che ancora oggi non è stato completato. 
Nel 2017 al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione vengono affidati anche i santuari, tolti alla Congregazione per il Clero, che si dovrà occupare solamente della formazione del candidati al sacerdozio. 
Da allora le voci sulla sorte dell'organismo guidato da Rino Fisichella si inseguono. Le voci più accreditate sostengono che Papa Francesco tenga in vita l'istituto solo per rispetto verso Benedetto XVI, che l'aveva fortemente voluto, ma che la sua sorte sarebbe segnata. Probabilmente nella nuova Curia Romana ci sarà un solo Dicastero per l'Evangelizzazione guidato dal cardinale Luis Antonio Tagle, che metterà insieme aree di nuova e vecchia missione. Ma i progetti, come insegnano le vicende degli ultimi anni, possono cambiare molto in fretta.

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