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80° - L'invasione della Polonia, inizio dell'incubo

Due eserciti contrapposti, un Paese spartito tra potenze per l'ennesima volta nella sua storia. E l'ombra del conflitto più terribile di tutti che diventava tremendamente realtà. 
Il 1° settembre 1939 la Germania nazista invadeva la Polonia, dando così inizio alle ostilità della Seconda Guerra Mondiale.


I soldati tedeschi sradicano la sbarra al confine con la Polonia. Per creare un pretesto, Hitler ordinò un finto attacco alla stazione radio di Gleiwitz da parte di reparti travestiti con uniformi polacche


La crescente bellicosità della Germania di Adolf Hitler era originata dalle pesantissime condizioni di resa imposte al termine della Grande Guerra. Oltre all'aspetto economico - le onerosissime riparazioni di guerra -, lo stato tedesco si era visto privato di territori a maggioranza germanofona, che erano appartenuti da secoli alla Prussia. 
Erano così nati Stati come la Cecoslovacchia e la Polonia, suscitando un sentimento di umiliazione e un desiderio di rivalsa in ampi strati sociali. Il partito nazista vinse le elezioni del 1933 con il 44% dei voti e fece votare dal Parlamento la "legge dei pieni poteri", che investì il suo leader Adolf Hilter, che era anche Cancelliere, di poteri pressochè assoluti senza formalmente intaccare la Costituzione democratica di Weimar. 
Hitler iniziò subito a riarmare la Germania, violando le regole previste dal Trattato di Versailles che le impedivano di avere un esercito e una marina, e ad avviare tavoli diplomatici con Francia e Inghilterra perché accettassero l'annessione del cosiddetto Lebensraum, lo "spazio vitale" che era stato strappato ai tedeschi in favore di cecoslovacchi e polacchi. 
Inizialmente l'Inghilterra si alleò con l'Italia di Mussolini nel Fronte di Stresa, ma poi decise di siglare un patto navale con la Germania, che le consentiva di ricostruire la sua Marina - la Kriegsmarine - a patto che non superasse il 35% del tonnellaggio della Royal Navy. 
Nel 1935 Hitler riannesse con un referendum la Saar e riarmò la Renania, che doveva rimanere zona smilitarizzata. 

Nel 1938 la Germania annesse l'Austria con un referendum e diede un ultimatum alla Cecoslovacchia: avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dai Sudeti e lasciarle alla Germania entro il 1° ottobre o sarebbe stata invasa. 
Il presidente americano Roosevelt convinse Mussolini a convocare una conferenza di pace, che Hitler volle a Monaco di Baviera e senza rappresentanti della Cecoslovacchia. I grandi della Terra scelsero il cosiddetto appeasement: acconsentirono a lasciar invadere i Sudeti alla Germania, che in cambio si sarebbe impegnata a lasciar cadere ogni futura rivendicazione. Si sarebbe scoperta anni dopo l'esistenza di un'operazione segreta, chiamata Fall Grun, che prevedeva l'invasione dei Sudeti anche in caso di risultato negativo della Conferenza di Monaco. 


Adolf Hitler esce dalla Conferenza di Monaco il 30 settembre 1938. Il Fuhrer riusciì a far ospitare il summit in Germania, a non far partecipare rappresentanti cecoslovacchi e, soprattutto, a ottenere il via libera all'annessione dei Sudeti

L'acquiescenza delle potenze europee, anzichè placarle, diede prevedibilmente aria alle rivendicazioni di Hitler e al suo piano di ricostruire la cosiddetta "Grande Germania", espandendosi verso est. Il Trattato di Versailles aveva spaccato lo stato tedesco in due attraverso la città di Danzica e il suo "corridoio", che appartenevano alla Polonia. I nazisti alzarono il tiro, convinti che anche stavolta gli altri Stati non avrebbero rischiato una guerra.
Il 21 marzo 1939 vennero presentate alla Polonia tre richieste ufficiali: la restituzione di Danzica alla Germania, la costruzione di una ferrovia e un'autostrada che collegassero Berlino alla Prussia Orientale e garanzie sul mantenimento del nuovo assetto territoriale. 
Il primo ministro Chamberlain promise al governo polacco l'appoggio inglese e francese se l'indipendenza della Polonia fosse stata messa a repentaglio. Nonostante questo non significasse affatto un aiuto ad ogni costo - pare che gli Alleati sarebbero stati pronti a sacrificare Danzica pur di evitare un conflitto - Hitler ordinò ad aprile di preparare un piano d'invasione (Fall Weiss). 
Francia e Germania tentarono di coinvolgere l'Unione Sovietica in un'alleanza difensiva, ma il governo polacco, memore della dominazione russa, si oppose fermamente. E così la Germania ne approfittò: ad agosto venne firmato il patto Molotov - Ribbentrop, che univa due stati ideologicamente opposti in un trattato di non aggressione. E, a breve termine, nella spartizione della Polonia. Ormai Hitler aveva deciso.

Il 1° settembre 1939, alle 4:45, ebbe inizio l'operazione Fall Weiss, ossia l'invasione della Polonia. L'assalto alla sede delle Poste di Danzica, che causò una cinquantina di vittime, è il primo vero atto di guerra, seguito dal bombardamento della città di Wielun. 
La sera del 2 settembre, mentre le truppe tedesche avanzavano verso le principali città della Polonia annientandone l'esercito, Francia e Inghilterra posero un ultimatum alla Germania, che venne ignorato, causandone l'entrata in guerra. L'esercito tedesco arrivò ad affondare la nave passeggeri inglese SS Athenia, forse scambiata per una nave mercantile, causando la morte di 112 persone. 
Al ritmo di 70 chilometri al giorno - velocità che sorprese lo stesso Hitler, il 12 settembre il grosso dell'esercito polacco venne accerchiato intorno al fiume Bzura e annientato nel giro di una settimana. Due giorni prima anche la capitale Varsavia era stata circondata e, dopo sei giorni di assedio infruttuoso, Hitler ordinò l'assalto con ogni mezzo, nonostante i suoi generali ritenessero più prudente prendere la città per fame. 


L'esercito tedesco, probabilmente, avrebbe vinto comunque. Ma il colpo di grazia alle speranze dei polacchi arrivò dall'attacco sovietico del 17 settembre, che stroncò ogni possibilità di resistenza

L'Unione Sovietica decise a quel punto che un'eccessiva avanzata tedesca non avrebbe consentito di espandere i territori dell'Urss verso ovest e ordinò l'attacco alla Polonia. Le truppe, infatti, si erano ritirate verso nord-est per proseguire la guerra con l'appoggio degli Alleati, ma si trovarono circondate su due fronti. L'invasione violò sia il trattato di non aggressione che Russia e Polonia avevano stipulato nel 1932 che il Trattato di Riga del 1921. 
L'intervento di Stalin costrinse alla fuga il presidente Moscicki e il capo di Stato Maggiore Rydz-Smigly. L'esercito tedesco e quello sovietico decisero di incontrarsi a Brest-Litovsk, la città dove era stato firmato il trattato di pace della Grande Guerra tra l'Intesa e l'Impero Zarista. Gli Alleati non dichiararono guerra all'Unione Sovietica, nonostante avesse compiuto esattamente le stesse operazioni militari della Germania
Il 26 settembre il generale Rommel chiese a Hitler di proporre ai cittadini di Varsavia un negoziato di resa dopo sedici giorni di assedio, ma il dittatore rifiutò. Due giorni dopo la città capitolò. I suoi abitanti furono i primi a essere inviati nei trenta campi di concentramento nazisti e il governo polacco si ricostituì in esilio a Londra. 
Il 6 ottobre Hitler annunciò al Reichstag la fine della campagna di Polonia, nonostante la guerriglia con cui i pochi reparti superstiti dell'esercito di Varsavia si difesero fino alla fine dell'anno. 

Uno dei migliori eserciti al mondo era stato sconfitto in sole cinque settimane, anche se con l'aiuto determinante dell'Unione Sovietica. La Germania, però, non era riuscita a riprendersi Danzica nè a tenere le potenze mondiali fuori dalla guerra. Era appena cominciato il conflitto più sanguinoso che la storia ricordi. 

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