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10° - Rinuncia di Benedetto XVI

L'8° Pontefice nella storia a rinunciare all'incarico, il primo negli ultimi 600 anni. La mattina dell'11 febbraio 2013 Benedetto XVI annunciava al Collegio Cardinalizio la propria rinuncia al ministero petrino. 

L'11 febbraio 2013 alle 11:42 Benedetto XVI, 85enne, annunciava al mondo la sua rinuncia al ministero petrino. Dopo quasi dieci anni da Papa emerito, è mancato il 31 dicembre 2022, a 95 anni

Man mano che il tempo passava, le difficoltà fisiche di Benedetto XVI, all'epoca 85enne, aumentavano sempre di più, ma nessuno aveva prospettato una possibile rinuncia. Oggi sappiamo, dal racconto del suo Segretario Particolare Georg Gaenswein, che il Pontefice aveva preso questa decisione già nell'estate 2012, comunicandola solamente a lui e al fratello Georg. Si sarebbe però riservato il momento di scegliere il momento più opportuno per comunicarla. 
Probabilmente, la scelta dell'11 febbraio fu dettata dal fatto che si trattava di una delle poche occasioni in cui il Collegio Cardinalizio era riunito di fronte al Pontefice. Qualche giorno prima, Benedetto informò i collaboratori e il Decano del Sacro Collegio Angelo Sodano che in quell'occasione avrebbe ufficializzato la sua decisione di rinunciare. I cardinali, quindi, erano completamente all'oscuro. 
La mattina dell'11 febbraio 2013 era stato convocato un Concistoro per ufficializzare la canonizzazione dei Martiri di Otranto, gli 813 abitanti della città che il 14 agosto 1480, dopo la conquista della città da parte degli ottomani guidati da Gedil Ahmet Pascià, si rifiutarono di convertirsi all'islam e vennero per questo uccisi (saranno poi effettivamente canonizzati il 12 maggio successivo da Papa Francesco).
Dopo il rito, il Pontefice pronunciò un breve discorso in latino per annunciare la sua decisione, comunicando che la sua scelta era libera, che la Sede di Pietro sarebbe stata vacante a partire dalle 20 del 28 febbraio successivo e che sarebbe stato necessario convocare un Conclave per eleggere il nuovo Papa. 
Il cardinale Sodano parlò, a nome di tutto il Collegio Cardinalizio, di "fulmine a ciel sereno". L'Ansa comunicò la notizia per prima, anche prima di una conferma ufficiale da parte del Vaticano. 
Dalla rinuncia dell'ultimo Pontefice erano passati 598 anni. L'ultimo Pontefice a rinunciare era stato infatti Gregorio XII, che nel 1415 lasciò volontariamente il Papato per ricomporre lo scisma d'Occidente, che aveva generato la presenza di ben 3 Papi contemporaneamente. Morto 2 anni dopo, non adottò alcun titolo di emerito, venendo reintegrato nel Collegio Cardinalizio. È sepolto nella concattedrale di Recanati, ultimo Papa a non essere sepolto a Roma. 

Dopo la chiusura degli appartamenti pontifici, Benedetto XVI lasciò il Vaticano come Papa regnante nel pomeriggio del 28 febbraio con uno scenografico volo in elicottero su Roma al tramonto. Dopo due mesi a Castel Gandolfo, si ritirò nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, dove è rimasto fino alla morte

Nel corso del mese di febbraio, oltre agli ultimi impegni pubblici, venne definito lo status di Benedetto XVI dopo la fine del suo pontificato. Il Papa, infatti, aveva manifestato il desiderio di vivere nel Monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, che però aveva bisogno di alcuni lavori di ristrutturazione. Nel frattempo, quindi, decise che avrebbe risieduto a Castel Gandolfo. Ad oggi è l'ultimo Papa ad averlo fatto, visto che Papa Francesco ha voluto trasformare la residenza pontificia in un museo. 
Il Vaticano, nel frattempo, chiarì che Benedetto XVI avrebbe avuto il titolo di Papa emerito e avrebbe potuto continuare a vestire di bianco. L'anello piscatorio, invece, sarebbe dovuto essere annullato, cosa che avvenne tramite rigatura, e il Papa emerito avrebbe potuto continuare a vestire quello vescovile o cardinalizio. 
Nel pomeriggio del 28 febbraio, infine, si tenne la cerimonia di abbandono degli appartamenti pontifici, con la sigillatura da parte del cardinale camerlengo Tarcisio Bertone, che era anche Segretario di Stato. Con uno scenografico volo in elicottero su Roma al tramonto, alle 17 Benedetto XVI lasciò il Vaticano per Castel Gandolfo. 
Dopodiché, Benedetto XVI volle affacciarsi per l'ultima volta dal balcone del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo per pronunciare un ultimo saluto da Papa regnante: "Cari amici, sono felice di essere con voi, circondato dalla bellezza del creato e dalla vostra simpatia che mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto. Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti; non sono più Sommo Pontefice della Chiesa cattolica: fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più. Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti insieme con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo. Grazie, vi imparto adesso con tutto il cuore la mia Benedizione. 
Ci benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Grazie, buona notte! Grazie a voi tutti!".
Alle 20 la bandiera sopra il Palazzo Pontificio venne ammainata, il portone venne chiuso e si tenne il cambio della guardia tra Guardia Svizzera e Gendarmeria Vaticana per la protezione del Pontefice ormai emerito.
Il 13 marzo 2013 il Conclave, finora l'ultimo, scelse come nuovo Papa il cardinale gesuita Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, arcivescovo di Buenos Aires, Argentina, che assunse il nome di Francesco ed è l'attuale Papa regnante, oggi 86enne. Il 12 marzo successivo Francesco si recò a Castel Gandolfo a rendere omaggio al predecessore: fu il primo incontro nella storia tra due Pontefici. Benedetto XVI tornò in Vaticano, nel Monastero Mater Ecclesiae, il 2 maggio 2013 e vi rimase fino alla morte, avvenuta il 31 dicembre 2022 a 95 anni, dopo quasi 10 trascorsi da emerito. Era il Papa più anziano di sempre.
Benedetto XVI uscì dal Vaticano una sola volta, a giugno 2020, per tornare a Ratisbona a dare l'ultimo saluto al fratello Georg, gravemente malato. 

Il 28 febbraio 2013, alle 17:30, Benedetto XVI si affacciò al balcone del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo per pronunciare un breve saluto, il suo ultimo da Papa regnante. Dalle 20 la sede divenne vacante. Nessun Pontefice, dopo quell'occasione è più andato a Castel Gandolfo

Di seguito il discorso pronunciato da Benedetto XVI alle 11:42 dell'11 febbraio 2013, in cui annunciava la sua rinuncia al Soglio Pontificio. 

Versione latina:
Fratres carissimi, non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.
Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.

Versione italiana:
Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

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