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400 ° - Fondazione di Propaganda Fide

Uno dei principali organismi della Santa Sede, che sovrintende all'intera attività missionaria della Chiesa. Il 22 giugno 1622 veniva fondata la Congregazione de Propaganda Fide, che dal 5 giugno è formalmente soppressa a favore del nuovo Dicastero per l'Evangelizzazione.

La Congregazione di Propaganda Fide venne fondata il 22 giugno 1622 da Gregorio XV, anche se fu il successore Urbano VIII a darle la fisionomia attuale. Riformata nel 1917, dal 5 giugno è stata formalmente accorpata al nuovo Dicastero per l'Evangelizzazione, presieduto dal Papa stesso 


Il primo Pontefice a istituire un organismo che si occupasse di evangelizzazione fu Gregorio XIII, che convocò un informale comitato di cardinali per promuovere l'unione con Roma delle Chiese Orientali di greci, slavi, siriani, egiziani e abissini, portando i sacerdoti cattolici a viaggiare fino all'India. Nel 1596, grazie a questo sforzo, con l'Unione di Brest la Chiesa Rutena tornò in comunione con Roma.
La Congregazione per la Propagazione della Fede venne fondata il 22 giugno 1622 da Gregorio XV, al secolo Alessandro Ludovisi, con la bolla Inscrutabili Divinae, con il compito di coordinare e potenziare tutte le missioni della Chiesa, che stava portando avanti l'evangelizzazione di interi continenti come Asia e America nonchè i rapporti con le Chiese Orientali. Fu pressochè l'unico atto degno di nota del Pontefice, che morì l'anno successivo, l'8 luglio 1623, dopo appena 2 anni e 5 mesi di pontificato.
Per l'incarico di primo Prefetto, Gregorio scelse il cardinale Antonio Maria Sauli, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Regolari, Decano del Collegio Cardinalizio e governatore di Velletri, che aveva ben 81 anni. Per l'età avanzata, chiese di rinunciare dopo appena sei mesi, sostituito dall'appena 27enne Ludovico Ludovisi, nipote del Papa, che cumulò la carica a quella di arcivescovo di Bologna, Segretario di Stato, governatore di Fermo e legato apostolico di Avignone.
La sfera d'influenza della Congregazione si allargò rapidamente, passando dal semplice coordinamento delle missioni alla stipula di accordi con i Paesi non cattolici fino alla nomina dei vescovi nelle terre di missione. Il Prefetto iniziò a essere conosciuto con il nome di "Papa rosso" per l'enorme influenza che esercitava alla corte papale.
Nel 1627 Urbano VIII decise di potenziare ulteriormente l'opera missionaria con la fondazione del Pontificio Collegio Urbano de Propaganda Fide, affidandolo alla supervisione della Congregazione. Il Papa trasferì la sede della Congregazione da Palazzo Ferratini, a sud di Piazza di Spagna, donato da Juan Bautista Vives, a un nuovo palazzo accanto al Collegio, commissionato, tra gli altri, a Francesco Borromini e Gianlorenzo Bernini, l'attuale Palazzo di Propaganda Fide.


Il Palazzo di Propaganda Fide, che affaccia su Piazza di Spagna, venne realizzato tra il 1622 e il 1640 da Urbano VIII per servire anche come sede del Pontificio Collegio Urbano, organo di formazione dei missionari. Ai lavori per la costruzione parteciparono, tra gli altri, Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini


La pace di Westfalia del 1648 pose fine in Europa alla Guerra dei Trent'Anni tra cattolici e protestanti e permise alla Santa Sede di guardare ai territori di nuova scoperta in Asia, Africa e America, in cui olandesi e inglesi erano già impegnati nella
diffusione di protestantesimo e anglicanesimo. 
Dal Settecento la Congregazione espanse in grande misura la sua attività man mano che nuovi territori venivano scoperti e colonizzati dagli europei. Propaganda Fide stabilì una casa editrice a Roma, in cui iniziò a stampare la Bibbia e il Catechismo in moltissime lingue e nel 1705 iniziò a Macao una missione evangelizzatrice in Cina, spostandosi prima a Canton e, nel 1842, a Hong Kong. I missionari riportarono a Roma anche molti oggetti dalle terre di missione, oggi raccolti nel Museo Etnologico Missionario dei Musei Vaticani.
Dove la Congregazione trovò terreno più difficile furono le aree protestanti. Il primo missionario cattolico ucciso fu a Grisons, nella protestante Svizzera, ad aprile 1622, addirittura prima della creazione del dicastero. Una svolta, in questo senso, avvenne nel 1829 con l'emancipazione cattolica in Irlanda: nel 1833 la Santa Sede scelse di porre l'isola sotto il controllo della Congregazione, che in sinergia con l'arcivescovo di Dublino, il cardinale Paul Cullen, portò a una rifioritura del cattolicesimo nell'isola.
Gli attributi e la struttura della Congregazione rimasero pressoché immutati dalla fondazione al Novecento. Se nel 1862 Pio IX aveva istituito una specifica Commissione interna alla Congregazione per occuparsi dei riti orientali, il 1° maggio 1917 Benedetto XV la scorporò in una Congregazione autonoma, l'attuale Dicastero per le Chiese Orientali, che in origine aveva il Papa come Prefetto.
Da Congregazione de Propaganda Fide, il 15 agosto 1967 venne chiamata Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, con funzioni perlopiù immutate. L'organismo aveva due Segretari, di cui l'Aggiunto esercitava l'incarico di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Il Prefetto era d'ufficio Presidente della Commissione Interdicasterale per gli i Consacrati e Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana. 
Dal 5 giugno la Congregazione è stata formalmente accorpata, come Sezione per la Prima Evangelizzazione, al nuovo Dicastero per l'Evangelizzazione, al cui vertice c'è il Pontefice ma i cui Pro-Prefetti non sono ancora stati nominati. L'altra Sezione, per le Questioni Fondamentali, eredita infatti le funzioni del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Luis Antonio Tagle, 65 anni, è l'ultimo Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. La Congregazione diventerà infatti la Sezione per la Prima Evangelizzazione del Dicastero per l'Evangelizzazione, anche se l'organigramma del Dicastero non è ancora stato chiarito

Nonostante la sua importanza, solo un Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli è diventato Papa, il benedettino Mauro Cappellari nel 1831, che scelse il nome di Gregorio XVI.
Di seguito l'elenco dei 41 Prefetti dalla sua fondazione:
- Antonio Maria Sauli (1622)
- Ludovico Ludovisi (1622 - 1632)
- Antonio Barberini, cavaliere ospitaliere (1632 - 1671)
- Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni (1671 - 1698)
- Carlo Barberini (1698 - 1704)
- Giuseppe Sacripante (1704 - 1727)
- Vincenzo Petra (1727 - 1747)
- Silvio Valenti Gonzaga (1747 - 1756)
- Giuseppe Spinelli (1756 - 1763)
- Giuseppe Maria Castelli (1763 - 1780)
- Leonardo Antonelli (1780 - 1795)
- Giacinto Sigismondo Gerdil, barnabita (1795 - 1802)
- Stefano Borgia (1798 - 1804) 
- Antonio Dugnani* (1804 - 1805)
- Michele Di Pietro* (1805 - 1814)
- Lorenzo Litta (1814 - 1818)
- Francesco Fontana, barnabita (1818 - 1822)
- Ercole Consalvi* (1822 - 1824)
- Giulio Maria della Somaglia* (1824 - 1826)
- Mauro Cappellari, benedettino camaldolese (1826 - 1831), eletto Papa Gregorio XVI
- Carlo Maria Pedicini (1831 - 1834)
- Giacomo Filippo Fransoni (1834 - 1856)
- Alessandro Barnabò (1856 - 1874)
- Alessandro Franchi (1874 - 1878)
- Giovanni Simeoni (1878 - 1892)
Mieczysław Halka Ledóchowski (1892 - 1902)
- Girolamo Maria Gotti, carmelitano scalzo (1902 - 1916)
- Domenico Serafini, benedettino subiacense (1916 - 1918)
- Willem Marinus van Rossom, redentorista (1918 - 1932)
- Pietro Fumasoni Biondi (1933 - 1960)
- Krikor Bedros XV Aghagianian (1960 - 1970)
- Agnelo Rossi (1970 - 1984)
- Dermot Ryan* (1984 - 1985)
- Jozef Tomko (1985 - 2001)
- Crescenzio Sepe (2001 - 2006)
- Ivan Dias (2006 - 2011)
- Fernando Filoni (2011 - 2019)
- Luis Antonio Tagle (2019 - )

*= Pro-Prefetti

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