La seconda esposizione internazionale sul suolo statunitense, in cui vennero presentate invenzioni storiche come telegrafo, telefono e macchina da scrivere. Il 10 maggio 1876 si apriva a Filadelfia l'Esposizione centennale delle arti, della manifattura e dei prodotti del suolo e delle miniere, in occasione del centenario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
Le esposizioni internazionali, o Expo, sono organizzate dal Bureau International des Expositions (BIE), con sede a Parigi, creato tramite la Convenzione di Parigi, firmata il 22 novembre 1928, effettiva a partire dal 17 gennaio 1931.
Inizialmente il BIE aveva solo compiti amministrativi legati all'organizzazione delle esposizioni internazionali, di prodotti e tecnologie, ma anche eventi riguardanti temi generali quali l'alimentazione la filosofia e le scienze. Non era certamente una novità: anche se non riconosciuta ufficialmente dal BIE, la prima esposizione internazionale risale al 1751 a Londra ed ebbe un tale successo che, per raccoglierne l'eredità, venne fondata tre anni dopo la Royal Society of Arts, presieduta da un membro della famiglia reale (dal 2011 è la principessa Anna, sorella di Re Carlo III).
Solo nel 1798, ben 47 anni dopo, la storica rivale Parigi seguì l'esempio, con la Prima Esposizione dei Prodotti e dell'Industria Francese, inaugurando un modello di esposizione globale e ponendosi come centro mondiale dell'industria fieristica, ancora oggi sede del BIE. La Francia organizzerà le 3 esposizioni internazionali successive, nel 1802, 1806 e 1823, seguita a ruota dall'Italia , che a Torino tiene le tre seguenti, nel 1829, 1832 e 1838. Durante la rivoluzione industriale il numero di Expo decolla, con eventi ogni anno, in alcuni anni anche due volte, e l'Italia si pone fin da subito come tra i Paesi più all'avanguardia nel sistema fieristico internazionale, diversificando negli anni successivi da Torino, dove si torna nel 1844 e 1850: l'Expo nel 1846 si tiene a Genova, nel 1853 a Napoli, nel 1858 di nuovo a Torino, nel 1861 a Firenze con un'inedita doppia Expo di fila, una dedicata all'industria e una alle belle arti. La prima esposizione universale riconosciuta dal BIE, cioè non monopolizzata dal Paese ospitante ma in cui ogni Stato aveva il proprio spazio espositivo, è quella di Londra del 1851.
Nel 1853 per la prima volta gli Stati Uniti ospitano un'Expo (non riconosciuta dalla BIE), l'Esposizione delle Industrie di tutte le Nazioni, in cui mostrano al mondo New York, città in enorme sviluppo per via dell'immigrazione europea e appena collegata all'entroterra dal Canale Erie. Di lì a poco, nel 1861, negli Stati Uniti iniziava però la Guerra di Secessione, che insanguinerà il Paese per i successivi 4 anni. Nel 1869 venne eletto Presidente, per il partito repubblicano, il generale Ulysses Grant, comandante in capo dell'esercito americano e, in precedenza, delle forze unioniste durante la guerra, stretto collaboratore di Abraham Lincoln. Il Paese si imbarcava nella cosiddetta Era della Ricostruzione, che avrebbe dovuto trovare il suo culmine in cui grande evento da celebrare nell'estate 1876, primo centenario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
Grant scelse quindi di ospitare l'Expo successiva a quella di Vienna 1873, in cui l'Impero Austro-Ungarico aveva scelto di concentrarsi su cultura e istruzione, scegliendo come sede Filadelfia, sede della firma della Dichiarazione d'Indipendenza del 4 luglio 1876. Venne scelto un nome ambizioso, in linea con la voglia degli Stati Uniti di mostrarsi un Paese forte e competitivo in tutti i settori: Esposizione centennale delle arti, della manifattura e dei prodotti del suolo e delle miniere.
L'esposizione di Filadelfia venne inaugurata da Grant il 10 maggio 1876 e sarebbe durata per ben 6 mesi, fino al 10 novembre successivo, durata inedita per i tempi. I visitatori che sbarcarono a Filadelfia si trovarono di fronte un evento radicalmente diverso dai precedenti, che segnò una rivoluzione nelle modalità di organizzazione di questo genere di manifestazione. Per la prima volta le esposizioni non erano organizzate in un unico edificio centrale, ma suddivise in 5 padiglioni organizzati per tema, 1 centrale e altri 4 dedicati ad arti, macchinari, orticoltura e agricoltura. Chiunque, poi, poteva affittare uno spazio nella città in cui montare un proprio padiglione o comprarne uno già fatto dai costruttori della città, da montare in pochi giorni. Si aggiunsero quindi circa 200 padiglioni minori, organizzati dai vari Stati della federazione, nazioni di tutto il mondo e anche, per la prima volta, da aziende private. Il padiglione delle arti (Memorial Hall) è l'unico edificio costruito durante le esposizioni definite storiche che è tuttora in uso. Immediatamente dopo la manifestazione ospitò il Pennsylvania Museum ed al giorno d'oggi ospita il Please Touch Museum che si propone di educare i bambini tramite l'interattività.
A rendere ancora più storico l'evento, all'Expo di Filadelfia del 1876 vennero presentate invenzioni che segneranno il futuro. Alexander Graham Bell mostrò al mondo il telefono appena brevettato, con cui per la prima volta la voce passava dai fili della corrente.
Thomas Alva Edison, che a sua volta aveva lavorato su un modello di telefono, presentò invece il telegrafo. Eliphalet Remington, inventore del rivoluzionario fucile da caccia che ancora oggi porta il suo nome, comprò invece un padiglione tramite la sua azienda, la Remington Arms, per presentare un'altra invenzione con cui intendeva diversificare il suo business: la macchina da scrivere, brevetto acquistato 3 anni prima dal suo inventore Christopher Sholes e dallo stampatore Samuel Soule, che avevano tentato, fallendo, di produrla in serie. Il successo fu tale che la Remington si scisse in due società: Remington Arms, che produceva fucili, e Remington Rand, che invece fabbricava macchine da scrivere.
Un altro imprenditore, Henry John Heinz, comprò un padiglione per presentare non un'invenzione ma una ricetta innovativa, prodotta su scala industriale, il ketchup. Di origine orientale, in origine era una salsa fermentata a base di pesce, soprattutto acciughe sotto sale, a cui gli europei aggiunsero ostriche, funghi, noci e limone. Quando sbarcò negli Stati Uniti, gli americani iniziarono ad aggiungere il pomodoro, creando il tomato ketchup. Heinz, che aveva fondato un'azienda che vendeva rafano confezionato, si innamorò del ketchup non appena lo assaggiò, ma decise di aggiungere alcune varianti per aiutare la commercializzazione del prodotto, pensando che andasse incontro al gusto degli statunitensi. Heinz aumentò quindi la quantità di aceto e zucchero, aggiunse la cipolla e un mix di spezie e lo presentò a Filadelfia in questa versione rinnovata che, grazie all'ottima opinione dei visitatori, divenne talmente famosa che gli americani identificarono ben presto il termine ketchup con la salsa di Heinz. La Heinz, grazie al successo dell'Expo, crebbe vertiginosamente arrivando nel giro di 15 anni a vendere oltre 60 prodotti confezionati diversi. Inoltre, il padiglione delle arti (Memorial Hall) è l'unico edificio costruito durante le esposizioni definite storiche che è tuttora in uso. Immediatamente dopo la manifestazione ospitò il Pennsylvania Museum e oggi il Please Touch Museum, che si propone di educare i bambini tramite l'interattività.
Sarà solo tra le due guerre mondiali, con lo sviluppo di trasporti moderni che permettessero un afflusso mondiale di visitatori, che il sistema delle esposizioni universali venne normato. Il 22 novembre 1928, con il Protocollo di Parigi, veniva istituito il BIE, ente internazionale incaricato di raccogliere professionalità e competenze di esperti e metterle a disposizione di Stati membri e organizzatori delle Expo. Il BIE, da allora, regola la frequenza delle esposizioni, la regolamentazione con rispetto delle leggi internazionali e ne garantisce la qualità. Al momento, gli Stati membri sono oltre 170.
Il BIE decise di scindere le Expo in due, le esposizioni universali, di durata più lunga (normalmente 6 mesi) e di argomenti più vasti, e quelle specializzate, di durata più breve e a tema più specifico. A sua volta, a seconda della vastità dell'organizzazione, le esposizioni universali avevano una prima e una seconda categoria. L'Italia ha ospitato 4 Expo specializzate: nel 1953 a Roma sull'agricoltura, nel 1954 a Napoli sulla navigazione, nel 1955 a Torino sullo sport e nel 1961 a Torino per il centenario dell'Unità d'Italia.
Dopo la prima riforma del 1972, che aboliva la differenza tra categoria, in Italia si è tenuta l'Expo specializzata del 1992 a Genova su Cristoforo Colombo, navi e mari. L'ultima riforma è del 1988, con cui sono cambiati solo i nomi: esposizione internazionale registrata per quelle universali e riconosciuta per quelle specializzate. L'Expo di Milano 2015 è stata quindi la prima esposizione universale riconosciuta a essersi tenuta in Italia dal 1911, quando fu a Torino su pace, industria e lavoro.
Inoltre, dal 1960 il BIE garantisce il riconoscimento alle Esposizioni Internazionali Orticole, che non si sono mai tenute in Italia, dove però esiste l'unica esposizione riconosciute dal BIE a essere organizzata sempre nella stessa città: la Triennale di Milano.


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