Passa ai contenuti principali

125° - Indipendenza dell'Australia

Uno Stato-continente, il più grande dell'Oceania e il 6° al mondo. Il 1° gennaio 1901 l'Australia diventava indipendente dalla Gran Bretagna, dopo una serie di referendum e la ratifica del Parlamento di Londra.

L'Australia, scoperta e colonizzata dagli inglesi a partire da fine '700, diventa indipendente dal Regno Unito il 1° gennaio 1901 in modo assolutamente pacifico, con una semplice legge ratificata dai Parlamenti dei 2 Stati. Parte del Commonwealth, il suo Capo di Stato è Re Carlo III d'Inghilterra, rappresentato da un governatore generale


I primi abitanti dell'attuale Australia furono gli aborigeni. Inizialmente si pensava che fossero arrivati dall'Asia circa 50 000 anni fa, ma ricerche recenti hanno valutato l'ipotesi di retrodatare di almeno 15 000 anni l'occupazione del continente. Grazie ad una particolare capacità d'adattamento riuscirono a popolare gran parte dell'Australia, seppure mantenendo sempre uno stile di vita seminomade. Si calcola che la popolazione aborigena all'arrivo dei primi europei fosse fra le 500mila e 1 milione di persone.
Nel frattempo, in Europa qualcuno iniziava a postulare l'esistenza di un altro continente al capo opposto del globo, ad esempio Aristotele: "Giacché è necessario che vi sia un luogo disposto verso l'altro polo in maniera simile da quello da noi abitato, è chiaro che sarà analoga in esso la disposizione dei venti e tutto il resto: e come qui v'è il vento di nord, vi sarà lì un tale vento proveniente da quel polo che non può però giungere fin qui". Le sue idee furono in seguito ampliate da Tolomeo (II secolo d. C.), che credeva che l'Oceano Indiano fosse chiuso a sud dalla terraferma e che le terre dell'emisfero boreale fossero bilanciate da un'altra terra situata a sud. Nel Sogno di Scipione, Marco Tullio Cicerone utilizzò il termine cingulus australis ("zona meridionale") per riferirsi agli a questa terra, chiamata Terra Australis, poi popolarmente Terra Australis Incognita. La geografia medievale iniziò pian piano a inserire quest'ipotetica terra nelle mappe, sebbene non basate su alcuna conoscenza effettiva. Le mappe di Tolomeo, famose in Europa durante il Rinascimento, non rappresentavano la Terra Australis, ma mostravano un'Africa che non aveva un confine oceanico meridionale, e che quindi poteva estendersi fino al Polo Sud, e lasciavano supporre che l'Oceano Indiano fosse interamente circondato dalla terra. 
Il primo globo su cui era rappresentata la Terra Australis fu quello di Johannes Schöner del 1523, andato perduto, dal quale si presume che Oronzio Fineo abbia tratto molte informazioni per la sua doppia mappa cordiforme (a forma di cuore) del 1531. Su questa massa di terra scrisse: "Scoperta di recente ma non ancora completamente esplorata". Lo specchio d'acqua al di là della punta del Sudamerica viene chiamato Mare Magellanicum: uno dei primi utilizzi del nome del navigatore Ferdinando Magellano in un toponimo geografico. Nel suo trattato Opusculum geographicum, del 1533, Schöner chiamò il continente Brasiliae Australis: "È un'immensa regione verso l'Antarcticum, scoperta da poco ma non ancora completamente esplorata, che si estende fino a Malacca e oltre. Gli abitanti di questa regione conducono vite oneste e non sono antropofagi come in altre nazioni barbare, non hanno alcuna forma di scrittura e nessun re, ma venerano gli anziani e prestano loro obbedienza; chiamano i loro figli Tommaso, dall'apostolo san Tommaso, e vicino a questa regione c'è la grande isola di Zanzibar". 

L'idea di una Terra Australis Incognita, il cui peso doveva bilanciare quello dell'emisfero settentrionale, nacque nell'antichità e venne rappresentata su numerose mappe dell'età moderna. Solo nel Settecento, con la scoperta di Australia e Antartide, venne chiarito che non esisteva, ma il nome rimase a indicare il subcontinente oceanico


Nel corso dei secoli l'idea di una Terra Australis andò gradualmente scemando. Inizialmente si pensava che potesse essere la Terra del Fuoco, avvistata nel 1520 da Magellano, ma nel 1615, Jacob Le Maire e Willem Schouten, doppiando Capo Horn, dimostrarono che era un'isola troppo piccola. Anche se è possibile che Luis Váez de Torres, al soldo della Corona spagnola, abbia avvistato l'Australia mentre attraversava lo Stretto di Torres nel 1605, il primo sbarco documentato sulle coste australiane avviene nel 1606 per opera del navigatore olandese Willem Janszoon, a bordo della Duyfken. Altri esploratori olandesi, partenti dall'Indonesia, furono Dirk Hartog, che sbarcò lungo le coste occidentali dell'Australia, lasciandovi un piatto di peltro con incisa la data del suo sbarco (1616), e Abel Tasman, che ha dato il proprio nome all'isola di Tasmania, che egli stesso aveva originariamente chiamato Terra di Van Diemen, in onore del governatore generale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Le mappe di questo periodo e dell'inizio del XVIII secolo, anziché Australia, riportano il nome di Nuova Olanda, proprio a motivo dei viaggi fatti dagli esploratori olandesi. Nel 1699 la Società Geografica Britannica aveva finanziato alcune spedizioni d'interesse scientifico/economico verso la Nuova Olanda, approvando un progetto di William Dampier che aveva già esplorato la parte nord-occidentale del Paese. L'esito della missione fu però disastroso, tanto che gli inglesi abbandonarono qualsiasi progetto di colonizzazione dell'Australia per circa settant'anni.
Nel 1768, infine, il luogotenente inglese James Cook fu inviato dall'Inghilterra in spedizione nell'Oceano Pacifico, con l'obiettivo ufficiale di osservare il transito di Venere da Tahiti. Cook navigò verso ovest a bordo della HM Bark Endeavour attraverso Capo Horn, arrivando a Tahiti nel 1769. Durante il viaggio di ritorno, scelse di continuare l'esplorazione del Pacifico meridionale, alla ricerca della Terra Australis. 
Cook raggiunse dapprima la Nuova Zelanda, proseguendo poi verso ovest fino ad avvistare, il 20 aprile 1770, l'angolo sud-orientale del continente australiano: fu la prima spedizione europea documentata a raggiungere la costa orientale. Continuò quindi la navigazione verso nord, tracciando e ribattezzando molti luoghi durante il viaggio e arenandosi nei bassifondi della Grande barriera corallina (vicino all'attuale Cooktown), dove si dovette procedere alla sua riparazione. Il viaggio riprese, raggiungendo infine lo stretto di Torres e quindi Batavia (oggi Giacarta, in Indonesia) nelle Indie Orientali Olandesi. La spedizione tornò quindi in Inghilterra attraverso l'Oceano Indiano e il capo di Buona Speranza. 
La notizia della scoperta dell'Australia arrivò a Londra in concomitanza con la perdita delle colonie americane a seguito all'indipendenza degli Stati Uniti nel 1776 e alla crescente preoccupazione per l'espansione francese nel Pacifico. Nel 1786, quindi, l'Inghilterra, decise di partire con l'esplorazione dell'Australia con la fondazione della prima colonia, Botany Bay.
Dopo la scoperta dell'Australia e della definizione delle sue dimensioni, venne quindi dimostrato che ogni possibile continente australe, se mai fosse esistito, avrebbe dovuto trovarsi nelle aree polari. Nel 1814 Matthew Flinders pubblicò A Voyage to Terra Australis, dove giunse alla conclusione che il continente meridionale di Aristotele e Tolomeo non poteva esistere. Il libro si concludeva con una nota di accompagnamento in fondo alla pagina: "Se mi fosse consentito di rinnovare il termine originale, lo convertirei in Australia, in quanto mi sembra non solo più gradevole all'orecchio, ma anche più assimilabile ai nomi di altre grandi porzioni della terra". Finalmente, nel 1820, nell'area occupata dall'ipotetica Terra Australis verrà avvistata l'Antartide. L'estensione della Terra Australis fu infine determinata, dimostrando anche che l'emisfero australe è meno occupato dalla terra di quello boreale. La Terra Australis esisteva, quindi, ma era costituita in realtà solo da due continenti di piccole dimensioni: l'Antartide e l'Australia.
La colonia di Botany Bay, intanto, era stata ben presto convertita in colonia penale, in cui rinchiudere i prigionieri condannati all'ergastolo o particolarmente pericolosi per la società inglese: i detenuti erano ai lavori forzati per estrarre risorse minerarie e che venivano poi inviate in Gran Bretagna.

James Cook, il 19 aprile 1770, divenne il primo europeo a sbarcare ed esplorare la costa orientale dell'Australia, fondando i primi insediamenti inglesi. Esploratore e cartografo, fu autore di 3 viaggi nell'Oceano Pacifico; nel corso dell'ultimo, venne ucciso il 14 febbraio 1779 dai nativi delle Isole Hawaii


Nel 1788 arrivò in Australia il capitano Arthur Phillip, nominato  governatore della colonia e dotato di poteri quasi assoluti. Il 26 gennaio, oggi celebrato come l'Australia Day, inaugurò Sydney, la prima "vera" colonia, in onore di Thomas Townshend, Visconte di Sydney e Segretario di Stato inglese. La vita di Sydney incontrò molte difficoltà, dovute all'ostilità dell'ambiente naturale e della popolazione aborigena che riuscì a bloccare la creazione di fattorie sulle rive del fiume Hawkesbury. La colonia non riusciva a raggiungere l'autosufficienza necessaria e si dipendeva per gli approvvigionamenti dalla lontana isola di Norfolk. A ciò si aggiungevano le tensioni fra la stessa popolazione inglese, dovuta all'atteggiamento autoritario del capitano Phillip, il quale, infine, fu esonerato dai suoi incarichi nel 1792 e ritornò a Bath, in Inghilterra.
Nello stesso anno furono costituiti in Gran Bretagna i New South Wales Corps, incaricati della sorveglianza dei detenuti e della difesa del territorio coloniale. Ben presto i Reparti, però. si trasformarono in una minaccia per l'autorità dei vari governatori, rendendosi protagonisti di episodi di ribellione nei loro confronti, visto che rispondevano solo al Re, e dando vita ad un commercio clandestino di rum. Le tensioni culminarono con la "rivolta del rum" del 26 gennaio 1808, a 20 anni esatti dalla fondazione dell'Australia, durante la quale il governatore William Bligh fu destituito e arrestato dal maggiore George Johnston, capo dei New South Wales Corps. Fu il primo ed unico colpo di Stato nella storia dell'Australia. Un anno dopo, Bligh accettò di dimettersi e di ritornare in Inghilterra assieme a Johnston. Per questo straordinario ammutinamento nessuno dei responsabili fu impiccato o punito severamente, ma il governo inglese decise di sciogliere i New South Wales Corps e sostituirli con il regolare esercito inglese.
Riportato l'ordine in terra australiana, il governo inglese inviò un nuovo governatore, Lachlan Macquarie, che riuscì a dare una svolta alla colonia, dando vita ad una stabile situazione economica che, successivamente alla sconfitta di Napoleone, iniziava ad attirare coloni anche dal resto d'EuropaTuttavia l'arrivo dei coloni creò soprattutto nelle regioni rurali duri scontri fra i liberi giunti dall'Inghilterra e gli ex forzati che rivendicavano pari diritti. Macquarie decise di arginare la situazione concedendo agli ex forzati le terre non ancora colonizzate, provocando dure proteste in Inghilterra, perché la sua soluzione fu vista come troppo dispendiosa. Un'inchiesta parlamentare del 1819 ribadì l'importanza della colonia del Nuovo Galles del Sud e favorì il varo di una riforma costituzionale votata nel 1823, che limitò il potere del governatore con l'istituzione di un consiglio esecutivo. Intanto vennero create due nuove colonie: ad Albany (Australia Occidentale) e in Tasmania. Nel 1827 la Gran Bretagna aveva quindi ottenuto il controllo dell'intero Paese.
Nacquero rapidamente nuove colonie: l'Australia Meridionale, con capitale Adelaide, dedicata alla moglie del Re nel luglio del 1837, era stata progettata da Edward Gibbon Wakefield come comunità autosufficiente basata sul lavoro agricolo e unita da valori comuni quali la famiglia, la religione e libertà di mercato. Nell'area meridionale del Nuovo Galles del Sud fu creata la colonia di Victoria dove fu sviluppato l'allevamento degli ovini, in particolare delle pecore merino importate dal Sudafrica che, grazie a condizioni favorevoli, diede grande sviluppo alla produzione di lana esportata in ogni parte del mondo. Al nord del Nuovo Galles, nacque invece la colonia del Queensland. 
In risposta, la Gran Bretagna concesse ampie libertà politiche alle colonie australiane: nel 1842 i consigli legislativi che dovevano affiancare i vari governatori furono resi per due terzi elettivi e nel 1860 furono varate nuove Costituzioni, con un Consiglio dei Ministri controllato dalla Camera Bassa eletta con il suffragio universale maschile, anche e soprattutto in seguito alla ribellione nei campi minerari di Eureka vicino Ballarat. Iniziarono a profilarsi subito due tendenze all'interno della società: una costituita dalla popolazione urbana in grande crescita e spinta verso la modernità, mentre i grandi allevatori e agricoltori dell'interno si collocarono su posizioni più conservatrici.
La popolazione australiana conobbe in questi anni un vero e proprio boom demografico in seguito alla scoperta dell'oro, che caratterizzò tutta la seconda metà del XIX secolo. Molti cercatori riuscirono a costruirsi una posizione nella nuova terra, che andava sempre più recidendo i legami verso la lontana Gran Bretagna, anche a causa dell'arrivo dei primi immigrati irlandesi, mentre cresceva l'esigenza di dare vita ad uno Stato federale che riunisse le 6 colonie, sempre impossibile per via delle forti rivalità tra colonie e città (Sydney e Melbourne erano fra le città più grandi del mondo). 

Il padre fondatore dell'Australia è considerato il premier Sir Henry Parkes, che nel 1896 propose a Londra la creazione di un Consiglio Federale che riunisse i rappresentanti di ogni colonia australiana. Nel 1897 fu eletta la prima assemblea costituente che varò la Costituzione e nel 1901 venne ratificata pacificamente da entrambi gli Stati la legge sull'indipendenza


Il premier Sir Henry Parkes, considerato fondatore dell'Australia, propose infine la creazione di un Consiglio Federale che riunisse i rappresentanti di ogni colonia. Nel 1897 fu eletta un'Assemblea Costituente che varò una Costituzione che organizzava le colonie in uno Stato federale indipendente, così come avvenuto per il Canada (che però diventerà indipendente dopo, nel 1931), con il Re d'Inghilterra come Capo di Stato. Nel 1900 la Costituzione fu approvata con una serie di referendum in tutte e 6 le colonie ed entrò in vigore il 1º gennaio 1901, dopo la ratifica del Parlamento di Londra. La questione della capitale, che rischiava di sfociare in una guerra civile tra Sydney e Melbourne, venne risolta da Parkes con un compromesso: la fondazione di una nuova città, Canberra, costruita ex novo a metà strada fra le due metropoli all'interno di un autonomo Stato, eretta nel 1913. Provvisoriamente basato a Sydney, il governo federale vi si installò nel 1927.
Con lo scoppio della Grande Guerra, l'Australia, alleata della Triplice Intesa pur non avendo mai affrontato guerre, iniziò l'addestramento e della preparazione delle truppe. Le armate australiane si unirono con quelle della Nuova Zelanda, formando l'Australian and New Zealand Army Corps (ANZAC) che, insieme all'Australian Imperial Force, contava 20mila soldati e venne posto al comando dell'Inghilterra.
I soldati australiani vennero impiegati in Nuova Guinea, ma non ottennero il permesso della Gran Bretagna di attaccare il Giappone, che aveva occupato piccole colonie tedesche in Estremo Oriente. Le truppe australiane, poi, vennero impiegate in contesti bellici estremamente in contrasto con la loro provenienza come l'Egitto, soprattutto per un Paese che non aveva mai combattuto una guerra. Nell'aprile 1915 le truppe australiane vennero impegnate in un attacco contro l'Impero Ottomano nella battaglia di Gallipoli per occupare lo Stretto dei Dardanelli, il più grande insuccesso militare della Triplice Intesa, che perse 250mila soldati, tra cui 8mila australiani, diventati subito leggenda in patria.
Nel 1916/1917, le truppe del Pacifico vennero impiegate a difesa della Francia, dove subirono ingenti perdite (14mila morti nel 1916 e 22mila nel 1917). Alla fine della Grande Guerra, l'Australia contava circa 60mila morti e 152mila feriti e invalidi, su una popolazione complessiva di 5 milioni di abitanti. Circa due terzi dei combattenti rimasero uccisi o feriti, la maggior parte dei quali erano volontari. Alla fine della guerra, nella ridefinizione dei possedimenti coloniali, l'Australia chiese di mantenere il controllo della Nuova Guinea sottratta alla Germania. 
Il primo ministro Billy Hughes, leader laburista, fondò un suo partito di sinistra, il National Party, nel 1917, fondato sulla dura opposizione contro le etnie non inglesi. Venne infatti approvato il War Precautions Act, con il quale vennero arrestati e incarcerati 7mila australiani considerati "alieni". La comunità che ricevette più opposizione fu quella irlandese, soprattutto dopo la repressione sanguinosa di Pasqua in Irlanda avvenuta nel 1916 da parte delle truppe inglesi. Nonostante i molti tentativi, il governo non riuscì a far approvare il progetto della coscrizione obbligatoria, che venne bocciata da un referendum popolare.
L'Australia di Hughes usciva dalla guerra con enormi problemi: i reduci di guerra erano senza lavoro e i minatori scioperavano di continuo per migliorare le loro condizioni di lavoro. I minatori di Broken Hill, a 500 miglia da Sydney, ottennero la formazione del Barrier Industrial Council, che divenne il vero governo locale, dato che stabiliva chi e dove doveva lavorare, controllava i prezzi, pubblicava 2 quotidiani, regolava il gioco d'azzardo, controllava gli orari di apertura e chiusura dei pub e contrattava ogni 3 anni i salari con i dirigenti delle compagnie minerarie.
Nel 1923 il governo Hughes venne battuto dai nazionalisti alleati con il Country Party, un nuovo partito di espressione degli agricoltori che rivendicavano un maggiore sostegno all'economia delle campagne. Il nuovo primo ministro, Stanley Bruce lanciò un nuovo motto: Men, Money, MarketsDal 1923 al 1929 vennero stanziati ingenti fondi nel settore terriero e avviati lavori pubblici per incrementare la produzione agricola. Inoltre, venivano immessi 200mila nuovi immigrati dalla Gran Bretagna, e firmati nuovi accordi commerciali con la madrepatria, che divenne lo sbocco principale per le merci australiane. In questo periodo si assistette ad un fenomeno di fuga dalle zone isolate e di campagna verso le città: Sydney raggiunse 1 milione di abitanti nel 1922 e Melbourne raggiunse nel 1928, raccogliendo il 33% della popolazione australiana.
Nel 1930 vennero avviati i primi voli intercontinentali tra Gran Bretagna e Australia e gli australiani vennero a conoscenza delle innovazioni europee: automobile, radio, cinema sonoro. Il governo nazionalista, però iniziò a propagandare l'immagine di un Paese sano e pulito minacciato da elementi estranei, che cercavano di diffondere virus e la spagnola che nel 1919 uccise circa 12mila australiani fu il pretesto per norme più restrittive verso gli immigrati, con un
 test di lealtà politica nei confronti del governo e dei valori anglosassoni. Questo isolamento portò l'Australia ad essere ancora più dipendente dalla Gran Bretagna, destinazione del 95% dell'export, che nel dopoguerra però iniziò una fase di declino. Nel 1926 il Regno Unito creò il British Commonwealth, a cui l'Australia aderì.

Nel corso della Grande Guerra, le truppe australiane e neozelandesi vennero impiegate in Europa al fianco della Triplice Intesa, con conseguenze disastrose: l'Australia contò circa 60 000 morti e 152.100 feriti e invalidi, su una popolazione di circa 5 milioni di abitanti


La crisi economica mondiale del 1929 portò a devastanti conseguenze per l'Australia: il crollo dei prezzi della lana e del grano, la fine dei prestiti internazionali, il blocco dei rapporti economici e l'aumento della disoccupazione colpirono il Paese in quanto esportatore ed esposto ai debiti. Nel 1930 ci fu una riduzione dei salari del 10%, una svalutazione del 27% della moneta e una riduzione delle spese per i lavori pubblici e il welfare state, dovute all'arrivo di un incaricato inviato dalla Gran Bretagna per progettare misure in grado di affrontare la crisi. Nonostante queste misure, la disoccupazione continuò ad aumentare, raggiungendo il 28% nel 1931, causando il primo calo demografico per via della riduzione delle nascite e del numero di immigrati. La disoccupazione colpiva un terzo dei capifamiglia e alla periferia di alcune città si crearono degli agglomerati di senza lavoro. L'Australia virò verso una marcata posizione isolazionista, con una politica di appeasement nei confronti della Germania nazista.
Non c'è da sorprendersi, quindi, se, a differenza della Grande Guerra, nella Seconda Guerra Mondiale non si assistette a nessuna corsa all'arruolamento: solo 20mila australiani si arruolarono volontari nella Second Australian Imperial Force. Il primo ministro Robert Menzies annunciò, dopo forti pressioni, l'entrata in guerra dell'Australia al fianco degli alleati: dopo la caduta della Francia, le truppe australiane vennero inviate in Africa, presso il Canale di Suez e a Tobruk, in Libia. Il vero problema dell'Australia, però, si dimostrò in breve tempo l'espansionismo del Giappone: il fronte del Pacifico non era considerato primario dagli Alleati e molte città australiane furono bombardate dall'esercito giapponese. Solo dopo un accordo militare con gli Stati Uniti e con l'arrivo delle armi e dei rinforzi Usa, i giapponesi furono messi in fuga con le battaglie del Mar dei Coralli. Nel febbraio 1942 Singapore, non difeso dagli inglesi, cadde in mano al Giappone e 16mila soldati australiani vengono catturati. L'Australia, quindi, sentendosi abbandonata da Londra, rifiutò di proseguire la guerra e servì un lungo negoziato per convincere il Paese a non uscire dal conflitto, culminato nel 1942, con lo Statuto di Westminster, in cui l'Australia conquistò la sua indipendenza costituzionale dalla Gran Bretagna. Le truppe australiane nel vennero messe sotto il controllo degli Stati Uniti e furono impiegate nella difesa di Papua Nuova Guinea.
A partire dal 1945, l'aviazione statunitense effettuò dei voli segreti atti a monitorare la ricchezza del territorio australiano, principalmente di uranio, di cui servivano grandi quantità per produrre la bomba atomica. Le truppe australiane, comunque, al seguito del generale Douglas MacArthur, liberarono le Filippine e parteciparono all'occupazione del Giappone dopo lo sgancio delle bombe atomiche. Nonostante il ruolo secondario dell'Australia, comunque, il bilancio delle perdite fu pesante: 1 milione di uomini mobilitati, di cui 560mila combatterono oltremare, 37mila morti e 30mila prigionieri. Dei 22mila soldati catturati dai giapponesi, solamente 14mila tornarono in patria alla fine della guerra, mentre gli altri morirono a causa di malnutrizione e malattie. Lo shock della guerra provocò una svolta politica e sociale. Joseph Chifley, premier nel dopoguerra, rafforzò i legami economici e politici con gli Stati Uniti e nel 1949 fu creò insieme alla Nuova Zelanda l'ANZUS un patto di cooperazione militare volto ad impedire la diffusione del comunismo nell'Oceania e nell'Asia sud-orientale.
Nonostante i grandi problemi che riguardavano l'economia, l'Australia dovette affrontare problemi interni più gravi che riguardarono i rapporti con le popolazioni aborigene. Il tentativo di assimilazione degli aborigeni australiani vide approssimativamente tre periodi: protezione e segregazione (1931-1960), assimilazione (1961-1972) e autodeterminazione (1972–2001). La prima fase fu caratterizzata dall'ideologia che la cultura fosse in via di estinzione e che andasse protetta. La società classificò gli indigeni come primitivi e li ritenne incapaci di evolversi passando attraverso gli stati prefissati dallo sviluppo della civilt: per questo motivo molte popolazioni vennero rinchiuse all'interno di insediamenti governativi con strette leggi e regole, con l'obiettivo di introdurre i ritmi di vita europei.

Dopo Melbourne 1956, la prima edizione nell'emisfero australe, l'Australia ospitò, dal 15 settembre al 1º ottobre 2000, le 27° Olimpiadi. Fu un successo: durante la cerimonia di chiusura Juan Antonio Samaranch, Presidente del CIO, elogiò l'Olimpiade definendola "la migliore di tutte fino ad ora celebrate"

L'idea di assimilazione biologica divenne invece realtà e semiufficiale nel 1937. Per far sì che quest'idea avesse una base scientifica, vennero mobilitati degli antropologi che nei loro discorsi utilizzavano il concetto di "assimilazione culturale". Adolphus Peter Elkin nel 1939 lanciò un New Deal for Aborigines: i bambini vennero allontanati dai genitori, nel tentativo di creare una generazione educata alla fedeltà e ai valori culturali dell'Occidente. Leggi come l'Aborigines Protection Act furono all'origine di una vera e propria tragedia sociale riconosciuta oggi come un genocidio culturale per strappare i bambini da quelle condizioni che loro ritenevano primitive.
Questa politica serviva solamente a giustificare l'allontanamento dei bambini dalle loro famiglie, che in realtà venivano utilizzati come piccoli schiavi. 
I maschi, infatti, erano costretti a svolgere un periodo di apprendistato in strutture costruite appositamente per essere poi assunti come manodopera contadina negli allevamenti ovini. Le femmine invece, educate in strutture separate, venivano indirizzate al lavoro domestico e impiegate presso le case borghesi della classe media. Bambine e bambini non potevano più fare ritorno nelle loro famiglie di origine e la fuga veniva considerata un reato punibile dal codice penale. Circa 100mila bambini e bambine ricevettero questo destino negli Anni '30, quando le comunità aborigene iniziarono un periodo di ribellione. Il 26 gennaio 1938, durante le cerimonie per il 150º anno dell'arrivo degli inglesi, durante una retata del governo che prevedeva il trasferimento di 25 bambini aborigeni dentro una riserva, le comunità aborigene proclamarono una giornata di lotta e diedero vita ad una campagna per la cittadinanza, instaurando instaurato il Day of Mourning, una giornata di lutto nazionale. 
Solo negli Anni '60 le comunità aborigene riuscirono a guadagnare dei nuovi diritti: nel 1963 ottennero il diritto di voto e nel 1967, in seguito ad un referendum nazionale, furono contati nei censimenti nazionali. L'ultima fase venne scandita dall'elezione del primo ministro laburista Gough Whitlam nel 1973, che riconobbe il diritto degli aborigeni ad essere consultati e messi al corrente di tutte le decisioni che il governo avrebbe preso riguardo al loro benessere sanitario, economico e sociale. Solo nel 2008, il governo australiano ha presentato delle scuse ufficiali alla cosiddetta "generazione rubata".
Tornando agli Anni '50, il governo liberale di Robert Menzies, eletto nel 1949, riuscì a far votare una riforma dell'immigrazione che, abbandonando i precedenti criteri selettivi, aprì le porte all'arrivo di nuovi immigrati europei, in particolare italiani, irlandesi, spagnoli, iugoslavi e greci. Menzies governò fino al 1966, quando fu sconfitto dal Partito Laburista Australiano.
Le relazioni Usa/Australia, poi, conobbero una brusca frenata a partire dagli Anni '70 quando il governo laburista inviò, dopo ripetute pressioni, solo un contingente simbolico di 100 uomini in Vietnam al fianco degli Stati Uniti. Al rischio che l'Australia restasse isolata si aggiungevano le forti tensioni esplose con la proclamazione di scioperi e proteste da parte dei lavoratori, che reclamavano un aumento del salario che contrastasse il carovita. Nel 1975, dopo una grave crisi di governo, i liberali vinsero di nuovo le elezioni con Malcolm Fraser, che riallacciò i contatti con gli Stati Uniti e promosse un ambizioso programma di rilancio economico e di riduzione fiscale con conseguenti tagli alla spesa sociale. Fraser tornò al governo 2 anni dopo grazie ad un patto con il Partito Agrario che gli assicurò i voti delle regioni più interne ma dovette formare un difficile governo di coalizione che cadde nel 1983, quando vinsero nuovamente i laburisti, con premier Bob Hawke.

Il premier australiano dal 2022 è Anthony Albanese, figlio dell'immigrato italiano Carlo Albanese, originario di Barletta, e Maryanne Ellery, di origine irlandese. Dopo la separazione, sua madre gli disse che il padre era morto in un incidente stradale: Albanese lo ha incontrato solo nel 2009


La nuova politica di Hawke prevedeva sviluppo economico a seguito di riforme a favore del ceto medio e, in politica estera cooperazione industriale con Usa e Nuova Zelanda, che portarono in Australia una lunga stagione di crescita economica e sociale, che durò fino agli Anni '90. Nel novembre del 1986, Giovanni Paolo II fu il primo Papa a visitare l'Australia. Nel 1991 uno scandalo contrinse Hawke a dimettersi; prese il suo posto Paul Keating, già tesoriere.
Nel 1996 una coalizione di destra formata da Partito Liberale e Partito Nazionale dell'Australia riuscì a spezzare i 13 anni di governo laburista: come nuovo premier fu nominato John Howard, che reintrodusse limiti all'immigrazione e approvò leggi che limitarono i diritti degli aborigeni sui territori che i precedenti governi avevano affidato loro. La sua politica di Howard suscitò durissime proteste da parte di sindacati e movimenti per i diritti umani, con una campagna di boicottaggio promossa dal Partito Laburista contro i servizi privatizzati dal governo. Howard tentò di riscattarsi promuovendo una vasta riforma Costituzionale, che prevedeva il passaggio alla repubblica, con la nomina di un Governatore Generale decisa a suffragio universale o dal Parlamento, bocciata dall'elettorato con un referendum nel novembre 1999. Nonostante la lunga serie di sconfitte subite, Howard riuscì a vincere con una rimonta clamorosa le elezioni del 2000, che videro anche una crescita del partito xenofobo Una Nazione che raggiunse l'8%. Lo spostamento a destra dell'elettorato fu giustificato con la crescente concorrenza della Cina e con l'aumento dell'immigrazione asiatica, che aveva dato vita a scontri e a tensioni con la comunità d'origine europea. Il 28/29 aprile 1996, infine, l'Australia visse il massacro di Port Arthur: 
Martin Bryant, originario di Hobart, in Tasmania, e affetto da numerose patologie psichiche, uccise a colpi d'arma da fuoco 35 persone e ne ferì altre 23: fu condannato a 35 ergastoli.
Nel 2000 Sydney ospitò i Giochi Olimpici, i secondi in Oceania, un grande successo sportivo e di pubblico, esattamente come la precedente, storica edizione di Melbourne 1956. Il premier John Howard restò un saldo alleato degli Stati Uniti, appoggiando il progetto di lotta al terrorismo di George W. Bush e inviando truppe australiane sia in Afghanistan sia in Iraq, nonostante il diffuso dissenso dell'opinione pubblica. Nel 2002 un attentato a Bali provocò la morte di 88 turisti australiani.
Le gravi difficoltà incontrate dalla coalizione alleata in Iraq, la sempre più crescente influenza cinese in territori un tempo vicini all'Australia e la stagnazione economica vissuta dal Paese fra il 2005 e il 2006 segnarono però il declino di Howard, che nel 2006 venne confitto pesantemente alle elezioni territoriali, in cui tutti gli Stati, ad eccezione del Territorio del Nord, elessero governatori laburisti. Alle successive elezioni politiche del 2007 prevalse Kevin Rudd, laburista. Howard venne superato persino nel collegio dove si era presentato, non riuscendo quindi neanche ad entrare al Parlamento.
Rudd chiese ufficialmente scusa agli aborigeni per i soprusi di cui erano stati vittime in passato e si fece promotore di una riforma della Costituzione che riconoscesse e tutelasse la popolazione indigena, ritirò i soldati australiani dall'Iraq e strinse nuove relazioni commerciali con Cina e Giappone. In forte segno di discontinuità con il precedente governo, Rudd avviò inoltre una politica internazionale tesa alla protezione delle balene nell'Oceano Pacifico e lungo le coste antartiche e aderì al Protocollo di Kyoto.
In politica estera l'Australia ha iniziato a distaccarsi dagli Stati Uniti, puntando alla creazione di un'area d'influenza in Oceania e Sud Est asiatico e avviando rapporti economici più stretti con il Giappone e la Cina. Molto criticata, invece, è stata la politica economica dei laburisti: l'inflazione e la disoccupazione sono aumentate, i salari sono scesi. Nel 2008, proprio a causa di queste difficoltà, Rudd è stato costretto alle dimissioni e sostituito dalla collega di partito Julia Gillard, prima donna premier dell'Australia.
Alle elezioni del 21 agosto 2010 Gillard venne contrapposta al conservatore Tony Abbott e, per la prima volta nella storia, nessuno dei due partiti fu in grado di raggiungere la maggioranza in Parlamento. In seguito ad un accordo con il partito dei Verdi e alcuni deputati indipendenti, Gillard ha costituito un nuovo governo, mantenendo la carica di premier. Dal 2010, con la vittoria di Abbott, tuttavia, in Australia è al governo la destra, seppur con 4 primi ministri differenti. Dal 2022 il premier è Anthony Albanese, figlio dell'emigrato italiano Carlo, originario di Barletta, mentre sua madre è anch'essa immigrata irlandese.

Commenti

Post popolari in questo blog

15° - Morte di Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005 , alle 21:37, moriva Giovanni Paolo II , il primo Papa polacco della storia, detentore del secondo pontificato più lungo di sempre. La morte arrivò dopo un lungo declino fisico e mesi di profonda sofferenza da parte del Pontefice, che comunque, secondo la versione ufficiale, rimase lucido quasi fino alla fine.  Giovanni Paolo II era nato a Wadowice il 18 maggio 1920. Il suo pontificato di 26 anni e 5 mesi è il 2° per lunghezza certificata dopo Pio IX (31 anni e 7 mesi). Per età di fine pontificato, invece, è il 7° certificato di sempre La salute di Karol Wojtyla era sempre stata ottima a causa della sua passione per lo sport e la montagna, nonostante l'attentato scampato nel 1981. Le sue condizioni iniziarono a peggiorare dal 2001, quando, a 81 anni, gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson , ufficializzato dal Vaticano solo due anni più tardi. Con l'arrivare del 2005 la sua salute ebbe un peggioramento repentino. Il 1° febbraio il Papa venne rico...

150° - Nascita di Karl Gustav Jung

Una delle principali figure del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico del Novecento europeo, inizialmente affine a Freud ma poi autore di un orientamento estremamente differente e personale. Il 26 luglio 1875 nasceva Carl Gustav Jung , iniziatore dell'omonimo orientamento nella psicoanalisi. Karl Gustav Jung nacque a Kesswil, nel cantone svizzero di Turgovia, il 26 luglio 1875. Inizialmente ammiratore di Freud, arriverà poi a distaccarsene, diventando una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico del Novecento Carl Gustav Jung nacque il 26 luglio 1875 da Paul Achilles Jung, teologo e pastore protestante, ed Emilie Preiswerk a Kesswil, Svizzera, nel cantone di Turgovia. Dopo poco la famiglia si trasferì a Sciaffusa e nel 1879 a Klein Hüningen, periferia di Basilea, dove il padre diventò rettore della pieve e cappellano nel manicomio della città.  Jung fu un bambino solitario, figlio unico per 9 anni, fino alla nascita d...

70° - Inizio della Guerra di Corea

L'interruzione del periodo di pace successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale e il rischio di un nuovo conflitto che avrebbe incendiato il pianeta. Ma anche l'inizio di un'inimicizia tra due Stati che ancora oggi non accenna a placarsi. Il 25 giugno 1950 iniziava la Guerra di Corea , quando il Nord filosovietico invase il Sud filoamericano.  In Corea del Sud il conflitto si chiama 625, dalla data in cui ebbe inizio, mentre in Corea del Nord è conosciuto come Guerra per la Liberazione della Patria. La Guerra di Corea iniziò il 25 giugno 1950, con l'invasione del Sud da parte del Nord, e terminò il 27 luglio 1953 con l'armistizio di Panmunjom, che sancisce l'attuale divisione del Paese in due Stati. Non è mai stato firmato alcun trattato di pace. Si stima che il conflitto abbia provocato 2,8 milioni di morti, la metà civili Il Giappone aveva imposto la sua sovranità sulla Corea unita nel 1905, strappandola all'Impero Russo con la trionfale ...