Passa ai contenuti principali

325° - Elezione di Clemente XI

Il primo Papa del Settecento, che condusse un papato di diplomazia in un contesto geopolitico estremamente difficile. Il 23 novembre 1700 veniva eletto Papa Clemente XI, al secolo Giovanni Francesco Albani, che resterà Papa per oltre 20 anni, fino alla morte il 19 marzo 1721, a 73 anni.

Clemente XI, al secolo Giovanni Francesco Albani, venne eletto Papa il 23 novembre 1700, a 51 anni, quando era sacerdote da un mese e nemmeno vescovo. Dopo di lui non è più stato eletto un Pontefice così giovane. Resterà Papa per oltre due decenni: morirà infatti il 19 marzo 1721, a 71 anni


Giovanni Francesco Albani nacque il 23 luglio 1649 a Urbino, figlio primogenito di Carlo Albani ed Elena Mosca. Gli Albani erano una nobile famiglia di origine albanese: anticamente si chiamavano Laci, prima di venire accolti in Italia da Enrico da Montefeltro nel 1464 cambiando cognome. Dal 1852, alla morte di Filippo Giacomo Albani, il cognome passò alla famiglia Chigi, che già aveva ereditato Della Rovere, diventando così l'attuale casata Chigi Albani Della Rovere. mentre la madre Elena apparteneva alla famiglia dei marchesi Mosca di Pesaro, d'antiche origini lombarde (più precisamente, bergamasche).
Durante il pontificato di Urbano VIII (1623-1644) il nonno di Giovanni Francesco, Orazio Albani, era stato Senatore di Roma (l'equivalente del sindaco, di nomina papale). A 11 anni Giovanni Francesco fu condotto a Roma e fu iscritto al Collegio dei Gesuiti, dove si svolse tutta la sua formazione. Destinato a ereditare la guida della famiglia, studiò il greco antico sotto la direzione del famoso grecista francese P. Pierre Poussines, che comprese e incoraggiò la sua predisposizione per le lingue classiche: era infatti dotato di un notevole talento che lo portò a imparare rapidamente a tradurre dal latino e dal greco antico. In quegli anni, tradusse in latino un'omelia di Sofronio di Gerusalemme sui santi Pietro e Paolo e l'elogio di san Marco evangelista del diacono Procopio. Alla ricerca di altri manoscritti antichi da tradurre, rinvenne nel monastero di Grottaferrata e tradusse in latino la seconda parte del Menologio di Basilio II. S'iscrisse quindi all'Università di Roma La Sapienza e si laureò in utroque iure (ossia in diritto civile e canonico).
Giovanni Francesco non era interessato a diventare sacerdote, ma nemmeno a ereditare i beni della propria famiglia: il suo unico interesse era lo studio dei classici. Nel giro di pochi anni,  grazie all'intercessione del cardinale Decio Azzolino, amico di famiglia, Cristina di Svezia lo nominò nella sua Accademia,  frequentata dai letterati, poeti, pittori, musicisti tra i più famosi del tempo.
Essendo giurista, nel 1673 elaborò gli statuti sinodali di due monasteri benedettini, Farfa e Subiaco, e scrisse il testo della bolla Romanum Decet Pontificem di Innocenzo XII, che nel 1692 metteva fine alla secolare pratica del nepotismo. 
Il 13 febbraio 1690, a 51 anni, benché non fosse sacerdote, venne creato cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro da Alessandro VIIIAlbani partecipò al Conclave del 1691 che elesse Antonio Pignatelli di Spinazzola come Innocenzo XII; essendo cardinale da appena un anno e nemmeno sacerdote, non venne preso in considerazione per il Soglio. Grazie alla sua competenza e alla sua conoscenza dei meccanismi di governo della Chiesa, fu inoltre consigliere di Alessandro VIII (1689-1691) e di Innocenzo XII (1691-1700), divenendo noto, all'interno della Curia romana, come uomo integerrimo e incorruttibile, assolutamente non nepotista, benché suo fratello Orazio, a cui aveva ceduto la guida della famiglia, avesse numerosi figli.
Alessandro VIII lo consultò prima di sancire l'annullamento delle decisioni dell'assemblea episcopale francese con costituzione apostolica Inter Multiplices, del 1690 e anche quando si trovò a rinnovare i vertici della Curia romana. Nel 1700 fu richiesto a Innocenzo XII un parere dal Re di Spagna Carlo II d'Asburgo, che non aveva figli e doveva quindi indicare a chi cedere la Corona dopo la sua morte. Prima di rispondere si servì dei consigli di 3 cardinali, tra cui Albani, il cui suggerimento venne accolto: il Re fece testamento in favore di Filippo d'Angiò, nipote del Re di Francia Luigi XIV, che, al termine della guerra di successione spagnola del 1714, diventerà Re di Spagna come Filippo V.
Il giorno di Natale del 1699, malato di podagra, Innocenzo XII non era riuscito a presenziare all'apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro per il Giubileo del 1700. Quello fu considerato il segnale che il suo pontificato era giunto al termine e molti cardinali iniziarono ad agire per proporsi come futuro Pontefice. Quando il Papa non riuscì più a muoversi dal letto, Albani decise infine di essere ordinato sacerdote; vi riuscì appena 20 giorni prima della morte del Papa, avvenuta il 27 settembre 1700 a 85 anni. Era la prima volta che un Papa moriva durante un Giubileo.
Il 9 ottobre successivo si apriva il Conclave nel Palazzo Apostolico, alla presenza di 57 cardinali, oltre a 9 assenti. Fu uno dei rari Conclavi guidati dal Sottodecano, il francese Emmanuel Theodose de la Tour d'Auvergne: il Decano Alderano Cybo-Malaspina, infatti, era morto il 22 luglio a 87 anni e i cardinali vescovi non si erano mai riuniti per sostituirlo, viste le condizioni di salute del Papa. Gli scrutini rimasero in stallo per un mese, in attesa di notizie dalla Spagna. Il Re Carlo II d'Asburgo, infatti, era confinato nel suo letto e aveva appena firmato il testamento che, su suggerimento di Innocenzo XII, nominava Filippo d'Angiò nuovo Re. Da Vienna l'Imperatore Leopoldo I, in risposta, aveva comunicato che non avrebbe accettato la disposizione testamentaria di Carlo II, chiarendo che sarebbe ricorso anche alle armi pur di assicurare che gli Asburgo restassero al potere in Spagna.
Si profilava, quindi, un conflitto su scala europea che vedeva coinvolte le tre maggiori monarchie del continente, la Francia e la Spagna alleate contro gli Asburgo, con il coinvolgimento di Inghilterra e Paesi Bassi, che temevano la potenza franco-spagnola. I cardinali si resero anche conto che i contrasti tra le fazioni filo-francese e filo-imperiale all'interno del Sacro Collegio avrebbero potuto paralizzare a lungo i lavori del Conclave. Occorreva quindi una scelta rapida di un Papa di esperienza.

Filippo d'Angio uscì vincitore dalla guerra di successione spagnola del 1700-1715, apertasi durante il Conclave, diventando Re di Spagna come Filippo V e dando inizio al ramo dei Borbone di Spagna, che dura ancora oggi. Nnipote di Luigi XIV di Francia, sua nonna Maria Teresa, moglie del Re Sole (e sua cugina) era figlia di Filippo IV di Spagna e sorellastra del defunto Carlo II d'Asburgo


Il principale favorito, nonostante l’età avanzata (73 anni), era Galeazzo Marescotti, che era stato nunzio apostolico su entrambi i fronti, in Austria, Polonia e Spagna, di grande esperienza. Tuttavia, il Re Luigi XIV non lo stimava affatto, dal momento che aveva favorito il rivale Duca di Lorena durante la crisi di successione in Polonia Quando Marescotti giunse vicino all’elezione il cardinale Cèsar d’Estrées emise il veto reale contro di lui. Si susseguirono numerose candidature, rapidamente sfumate tranne Giovanni Battista Spinola, che giunse a 10 voti dall'elezione prima di arrendersi. 
Infine, afflitto da numerosissimi problemi di salute, Carlo II morì il 1º novembre 1700 alle 2:49 per un colpo apoplettico, a soli 39 anni. Quando la notizia giunse a Roma, una possibile guerra fece superare ogni scontro interno ed entrambe le fazioni offrirono l'elezione a Giovanni Francesco Albani, diplomatico noto per le sue doti di temporeggiatore e influente consigliere degli ultimi due Papi. Albani, ben consapevole della delicatissima situazione geopolitica, chiese 3 giorni di tempo per decidere se accettare. Il Sacro Collegio, con il pretesto che il rifiuto della nomina sarebbe stata una grave disubbidienza al volere dello Spirito Santo, procedette comunque allo scrutinio e, il 23 novembre 1700, a 51 anni (non verrà più eletto un Papa più giovane), lo elesse Papa all'unanimità. Albani in quel momento decise di accettare, scegliendo il nome di Clemente XI in onore del santo del giorno, Papa Clemente I. Non essendo vescovo, venne consacrato una settimana dopo dal Sottodecano, che pochi giorni dopo verrà eletto Decano.
Clemente XI indisse subito un altro Giubileo per il 1701, nonostante quello del 1700 fosse appena finito, per inaugurare il pontificato. Ne indirà un altro nel 1706, per la pace tra i Re cristiani, e nel 1715, invocare l'aiuto di Dio a Venezia che combatteva la Guerra di Morea contro l'Impero Ottomano (conclusa con la sconfitta veneziana e la perdita del Peloponneso, che i veneziani chiamavano Morea).
In Francia, Clemente XI si mosse in accordo con il Re Luigi XIV per sradicare il giansenismo. Quest'eresia, che aveva riscosso molto favore, si fondava sull'idea che l'essere umano nasca essenzialmente corrotto e, quindi, inevitabilmente destinato a commettere il male. Senza la grazia divina, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla volontà di Dio; ciononostante, alcuni esseri umani sono predestinati alla salvezza, mentre altri non lo sono. Nel 1705 la Chiesa condannò il giansenismo, imponendo a tutto il clero di uniformarsi. 
La Chiesa francese si divise quindi tra coloro che accettavano l'ordine papale, i cosiddetti "accettanti" e coloro che, nel respingere la bolla papale, chiedevano la convocazione di un Concilio, i cosiddetti "appellanti". Quattro vescovi appellanti vennero scomunicati dal Papa, ma essi si appellarono al Re, che intercedette con la Santa Sede per ritirare la scomunica. La Francia, comunque, recepì la bolla papale con una legge, approvata dal Parlamento nel 1720, che metteva fuorilegge il giansenismo.
La vicinanza del Papa alla Francia e all'alleata Spagna costò però cara. Durante la guerra di successione spagnola, l'Imperatore Giuseppe I d'Asburgo, in rappresaglia, invase Bologna e la Romagna nel 1708. Clemente XI chiese aiuto al Re Sole, ma la Francia non volle aprire un nuovo fronte di guerra. Il Pontefice fu così costretto a cambiare schieramento e a riconoscere il fratello dell'Imperatore, l'arciduca Carlo d'Asburgo (poi Imperatore Carlo VI), come Re Carlo III di Spagna. Fu l'ultimo scontro armato tra l'Impero d'Austria e la Santa Sede. La ritorsione di Filippo V non si fece attendere: la Spagna bloccò il pagamento delle rendite della Santa Sede e, al termine della guerra di successione vinta dai Borbone, non venne invitata al trattato di pace, come era accaduto, per lo stesso motivo, con la Pace di Vestfalia del 1648, che aveva messo fine alle guerre di religione in Germania. Secondo i termini del Trattato di Utrecht (1713) e della Pace di Rastatt (1714), l'Impero spagnolo venne spartito tra le varie potenze europee: l'Austria ricevette gran parte dei territori europei spagnoli, ma Filippo V, dopo aver rinunciato ai propri diritti sulla corona di Francia, venne riconosciuto Re, mantenendo anche i possedimenti sudamericani. In Italia, il Ducato di Mantova venne tolto ai Gonzaga, tradizionali alleati del Papa, e anche Sicilia e Sardegna andarono all'Austria, così come Comacchio.
Solo nel 1717 Clemente XI riuscì a stipulare un nuovo Concordato con la Spagna borbonica: in cambio di un incondizionato riconoscimento dei diritti della Chiesa spagnola, il Papa concesse il permesso di tassare il clero per 150 mila ducati in 5 anni per finanziare una nuova guerra contro gli Ottomani. Nel 1701 Clemente XI assistette da spettatore anche alla proclamazione d'indipendenza della Prussia dal Sacro Romano Impero. Il Papa non riconobbe il nuovo Stato perché protestante e, in cambio, il Re Federico I Hohenzollern incamerò tutti i beni della Chiesa. Nel 1719 Clemente XI accolse a Roma in esilio Giacomo Francesco Edoardo Stuart, pretendente cattolico al trono d'Inghilterra, riconoscendo come legittimo Re lui e i suoi eredi anziché gli anglicani Hannover. Gli Stuart continuarono a risiedere a Roma fino all'estinzione della casata nel 1807, con la morte del cardinale Enrico Benedetto Stuart, che con 60 anni e 10 giorni detiene il record per il cardinalato più lungo della storia.
Clemente XI s'interessò molto dell'Albania, terra d'origine della sua famiglia occupata dai turchi, per la salvaguardia della lingua albanese e della religione cattolica, promuovendo molte iniziative e favorendo la stampa di libri in lingua albanese. Sotto i suoi auspici si tenne, nel 1700, a Merçine di Alessio, il convegno storico di Arber, dove furono prese diverse risoluzioni in favore della lingua albanese e della religione cattolica, per scongiurare la loro estinzione sotto la dominazione ottomana. Nel 1701 il Papa approvò poi la fondazione dell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici (oggi Pontificia Accademia Ecclesiastica), dedicata alla formazione diplomatica dei rampolli ecclesiastici delle famiglie nobiliari.

Clemente XI morì il 19 marzo 1721, a 71 anni, dopo un attacco di febbre improvvisa. Scelse di farsi seppellire senza monumento, nel pavimento del Coro dei Canonici della Basilica di San Pietro, dove tuttora riposa. I Canonici lo ricordano in una Messa solenne ogni 19 marzo


A Roma, Clemente XI nel 1704 autorizzò l'uso dei marmi del Colosseo per la costruzione del del Porto di Ripetta, scalo fluviale dei barconi provenienti dall'Umbria e dalla Sabina. Era situato nell'area antistante la chiesa di San Girolamo dei Croati e l'edificio della Dogana. Lo scalo è stato demolito nel 1875 per consolidare i muraglioni d'argine del Tevere e venne ricostruito qualche centinaio di metri più a monte come Scalo de Pinedo nel 1925 in onore del generale Francesco de Pinedo, aviatore durante la Grande Guerra.
La città di Urbino ebbe in modo particolare le attenzioni di Clemente XI, essendo la sua città natale. Furono cancellati tutti i debiti accumulati dal Comune, eseguiti lavori di abbellimento nella cattedrale, come il rifacimento dell'altar maggiore e donazioni di dipinti, arredi e paramenti sacri da Roma, oggi conservati nel Museo Diocesano Albani. Furono avviati imponenti lavori di restauro nel Palazzo ducale e in quello arcivescovile, fondata una biblioteca pubblica, eretto un istituto educativo per la gioventù e furono concessi cospicui privilegi all'Università.
Le condizioni di salute di Clemente XI peggiorarono all'improvviso il 18 marzo 1721, quando il Papa aveva 71 anni e regnava da 20. Dopo avere celebrato la messa della mattina, fu sorpreso da un attacco di "freddo molto sensibile, e straordinario, a cui seguì un gagliardo attacco di febbre", che lo costrinse a rimanere a letto. La febbre fu accompagnata nel pomeriggio da violenti attacchi di tosse con secrezione di sangue. Dopo una notte agitata, a tratti con la mente non del tutto lucida, il giorno seguente lo stato di salute del Papa continuò a peggiorare: la tosse sempre più intensa, la febbre e la produzione di abbondante sangue nel catarro indussero a impartirgli l'Estrema Unzione. Verso le 12 del 19 marzo un nuovo violento attacco di febbre alta gli fece perdere conoscenza, portandolo alla morte alle 12:45. La ricognizione effettuata sul cadavere dimostrò che il Papa godeva di buona salute, a eccezione del "grave danno ne’ polmoni, e particolarmente dal sinistro lato ove il sangue stagnante aveva cominciata cancrena".
Clemente XI aveva sempre desiderato di essere sepolto in maniera semplice e umile. Le sue spoglie furono così deposte sotto il pavimento della cappella del Coro dei Canonici della Basilica di San Pietro, dove tuttora riposano, ricoperte da una semplice lastra di marmo. Santa Veronica Giuliani, badessa del monastero delle clarisse di Città di Castello, in Umbria, riferì che Clemente XI le apparve dopo la morte, dicendole che era in Purgatorio e che voleva essere liberato. La santa pregò molto tempo per lui, finché qualche anno dopo le apparve di nuovo, dicendole che era pronto per il Paradiso.
L'8 maggio 1721 il Conclave eleggerà come nuovo Papa il cardinale Michelangelo Conti, che prese il nome di Innocenzo XIII.

---

Elenco dei partecipanti al Conclave del 1700:
- SottodecanoEmmanuel Theodose de la Tour d'Auvergne, 57 anni, cardinale vescovo di Porto - Santa Rufina, Grande Elemosiniere di Francia
- Camerlengo Giambattista Spinola, 54 anni, legato apostolico emerito a Bologna
- Protodiacono Benedetto Pamphilj, 47 anni, Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano

- Niccolò Acciaiuoli, 70 anni, cardinale vescovo di Frascati, legato apostolico emerito a Ferrara
- Gaspare Carpegna, 75 anni, cardinale vescovo di Sabina, Prefetto delle Congregazioni per i Vescovi e i Regolari e per l'Immunità Ecclesiastica
- Cèsar d'Estrees, 72 anni, Francia, cardinale vescovo di Albano, vescovo emerito di Laon
- Henri Albert de la Grange d'Arquen, 87 anni, Francia
- Giambattista Spinola, 85 anni, Governatore emerito di Roma e arcivescovo emerito di Genova
- Galeazzo Marescotti, 73 anni, Segretario dell'Inquisizione
- Bandino Panciatichi, 71 anni, Pro-Datario
- Giovanni Francesco Negrone, 71 anni, legato apostolico di Bologna
- Niccolò Radulovich, 71 anni, arcivescovo di Chieti
- Carlo Barberini, 70 anni, Prefetto della Congregazione de Propaganda Fide
- Enrico Noris, 69 anni, Archivista e Bibliotecario
- Toussaint de Fourbin-Janson, 69 anni, Francia, vescovo di Beauvais
- Etienne Le Camus, 68 anni, Francia, vescovo di Grenoble
- Jacopo Antonio Morigia, 67 anni, barnabita, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore
- Marcello Durazzo, 67 anni, vescovo di Faenza
- Pier Matteo Petrucci, 64 anni, vescovo emerito di Jesi
- Francesco Nerli, 64 anni, Segretario di Stato emerito, arcivescovo emerito di Firenze, vescovo emerito di Assisi e nunzio apostolico emerito
- Giovanni Battista Costaguti, 64 anni, Presidente emerito della Zecca e dell'Annona
- Pierre Armand du Cambout de Coislin, 64 anni, Francia, vescovo di Orlèans
- Carlo Bichi, 62 anni, Governatore emerito di Perugia
- Sperello Sperelli, 61 anni, Assessore emerito dell'Inquisizione e vescovo emerito di Terni
- Leandro Colloredo, 61 anni, Penitenziere Maggiore
- Marcantonio Barbarigo, 60 anni, vescovo di Montefiascone e Corneto
- Giacomo Cantelmo, 60 anni, arcivescovo di Napoli
- Taddeo Luigi Dal Verme, 59 anni, vescovo di Imola
- Giuseppe Sacripante, 58 anni, Prefetto della Congregazione del Concilio
- Giambattista Rubini, 58 anni, vescovo di Vicenza
- Fabrizio Spada, 57 anni, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
- Savio Mellini, 56 anni, vescovo di Nepi e Sutri
- Baldassarre Cenci, 52 anni, arcivescovo di Fermo
- Francesco Del Giudice, 52 anni, Governatore emerito di Roma
- Vincenzo Maria Orsini, 51 anni, arcivescovo di Benevento (poi Papa Benedetto XIII)
- Giovanni Francesco Albani, 51 anni, Segretario dei Brevi Apostolici, eletto Papa Clemente XI
- Tommaso Maria Ferrari, 51 anni, Prefetto della Congregazione dell'Indice dei Libri Proibiti
- Sebastiano Antonio Tanara, 50 anni, nunzio apostolico emerito
- Ferdinando d'Adda, 50 anni, legato apostolico a Bologna
- Fabrizio Paolucci, 49 anni, vescovo di Ferrara
- Giuseppe Renato Imperiali, 49 anni, Prefetto della Congregazione per la Disciplina dei Regolari
- Giuseppe Archinto, 49 anni, arcivescovo di Milano
- Louis Antoine de Noailles, 49 anni, Francia, arcivescovo di Parigi
- Giacomo Boncompagni, 48 anni, arcivescovo di Bologna
- Johann Philip Von Lamberg, 48 anni, Sacro Romano Impero, principe-vescovo di Passau
- Daniele Dolfin, 47 anni, vescovo di Brescia
- Giovanni Maria Gabrielli, 46 anni, cistercense, Abate Generale emerito dell'Ordine
- Vincenzo Grimani, 45 anni
- Fulvio Astalli, 45 anni, legato apostolico a Ferrara
- Luigi Omodei, 44 anni
- Marcello d'Aste, 43 anni, vescovo di Ancona e Numana
- Giorgio Corner, 42 anni, vescovo di Padova
- Francesco Maria de' Medici, 40 anni, Governatore di Siena
- Francesco Barberini, 38 anni, legato apostolico emerito in Romagna
- Pietro Ottoboni, 33 anni, legato apostolico emerito ad Avignone
- Lorenzo Altieri, 29 anni, legato apostolico emerito a Urbino

Assenti
Luis Manuel Fernández Portocarrero y Guzmán, 75 anni, Spagna, arcivescovo di Toledo
- Wilhelm Egon von Furstenberg, 71 anni, Sacro Romano Impero, principe-vescovo di Strasburgo
- Pedro Salazar Gutièrrez de Toledo, 70 anni, Spagna, vescovo di Còrdova
- Luis de Sousa, 70 anni, Portogallo, arcivescovo di Lisbona
- Piero Bonsi, 69 anni, Francia, arcivescovo di Narbona
- Leopold Karl Von Kollonitsch, 69 anni, Ungheria, arcivescovo di Esztergom
- Urbano Sacchetti, 60 anni, vescovo di Viterbo e Tuscania
Augustyn Michał Stefan Radziejowski, 55 anni, Polonia, arcivescovo di Gniezno
- Francisco Antonio de Borja-Centelles y Ponce de Léon, 51 anni, Spagna

Commenti

Post popolari in questo blog

70° - Inizio della Guerra di Corea

L'interruzione del periodo di pace successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale e il rischio di un nuovo conflitto che avrebbe incendiato il pianeta. Ma anche l'inizio di un'inimicizia tra due Stati che ancora oggi non accenna a placarsi. Il 25 giugno 1950 iniziava la Guerra di Corea , quando il Nord filosovietico invase il Sud filoamericano.  In Corea del Sud il conflitto si chiama 625, dalla data in cui ebbe inizio, mentre in Corea del Nord è conosciuto come Guerra per la Liberazione della Patria. La Guerra di Corea iniziò il 25 giugno 1950, con l'invasione del Sud da parte del Nord, e terminò il 27 luglio 1953 con l'armistizio di Panmunjom, che sancisce l'attuale divisione del Paese in due Stati. Non è mai stato firmato alcun trattato di pace. Si stima che il conflitto abbia provocato 2,8 milioni di morti, la metà civili Il Giappone aveva imposto la sua sovranità sulla Corea unita nel 1905, strappandola all'Impero Russo con la trionfale ...

150° - Nascita di Karl Gustav Jung

Una delle principali figure del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico del Novecento europeo, inizialmente affine a Freud ma poi autore di un orientamento estremamente differente e personale. Il 26 luglio 1875 nasceva Carl Gustav Jung , iniziatore dell'omonimo orientamento nella psicoanalisi. Karl Gustav Jung nacque a Kesswil, nel cantone svizzero di Turgovia, il 26 luglio 1875. Inizialmente ammiratore di Freud, arriverà poi a distaccarsene, diventando una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico del Novecento Carl Gustav Jung nacque il 26 luglio 1875 da Paul Achilles Jung, teologo e pastore protestante, ed Emilie Preiswerk a Kesswil, Svizzera, nel cantone di Turgovia. Dopo poco la famiglia si trasferì a Sciaffusa e nel 1879 a Klein Hüningen, periferia di Basilea, dove il padre diventò rettore della pieve e cappellano nel manicomio della città.  Jung fu un bambino solitario, figlio unico per 9 anni, fino alla nascita d...

15° - Morte di Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005 , alle 21:37, moriva Giovanni Paolo II , il primo Papa polacco della storia, detentore del secondo pontificato più lungo di sempre. La morte arrivò dopo un lungo declino fisico e mesi di profonda sofferenza da parte del Pontefice, che comunque, secondo la versione ufficiale, rimase lucido quasi fino alla fine.  Giovanni Paolo II era nato a Wadowice il 18 maggio 1920. Il suo pontificato di 26 anni e 5 mesi è il 2° per lunghezza certificata dopo Pio IX (31 anni e 7 mesi). Per età di fine pontificato, invece, è il 7° certificato di sempre La salute di Karol Wojtyla era sempre stata ottima a causa della sua passione per lo sport e la montagna, nonostante l'attentato scampato nel 1981. Le sue condizioni iniziarono a peggiorare dal 2001, quando, a 81 anni, gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson , ufficializzato dal Vaticano solo due anni più tardi. Con l'arrivare del 2005 la sua salute ebbe un peggioramento repentino. Il 1° febbraio il Papa venne rico...