Cattedrale della diocesi di Roma, la più antica e importante chiesa d'Occidente. Il 9 novembre 324, secondo la tradizione, veniva consacrata la Basilica di San Giovanni in Laterano, sita sul colle Celio di Roma, Madre e Capo di tutte le Chiese della Città e del Mondo.
La storia della Basilica comincia all'inizio del IV secolo, periodo in cui l'area orientale del colle Celio era di proprietà della famiglia dei Laterani, su cui avevano edificato un grande palazzo. Terreno e palazzo, all'estinzione della famiglia Laterani, vennero acquistati dalla famiglia imperiale romana e l'imperatore Massimiano li donò a Costantino, allora Cesare, quando egli sposò nel 307 sua figlia Fausta. Costantino adibì quindi il palazzo a residenza della moglie, chiamandolo Domus Faustae. Fausta darà a Costantino una discendenza di 5 figli, i suoi 3 eredi maschi e 2 femmine, ma nel 326 accusò Crispo, figlio della prima moglie di Costantino, di averla voluta sedurre per prendere il potere. Costantino le credette e fece prima imprigionare e poi mettere a morte Crispo ma poi, convintosi dell'innocenza del figlio, avrebbe fatto morire la moglie affogandola chiudendola in un bagno caldo portato a una temperatura più alta del normale.
Accanto alla Domus Faustae, poi, sorgevano i Castra Nova, dove alloggiavano il corpo di cavalleria scelta degli equites singulares, che nel 312 combatterono al fianco di Massenzio contro Costantino nella battaglia di Ponte Milvio, in cui persero rovinosamente. La tradizione cristiana fa risalire la vittoria di Costantino a una visione premonitrice che, nel motto "In hoc signo vinces", avrebbe spinto l'Imperatore a dipingere il simbolo cristiano della croce sugli scudi dei propri soldati.
Dopo la vittoria, Costantino sciolse il corpo degli equites singulares e donò, in segno di gratitudine a Cristo, terreno e residenza a Papa Milziade. Sul luogo degli antichi Castra venne edificata dunque la primitiva basilica, consacrata da Milziade al Redentore, all'indomani dell'Editto di Milano del 313 che aveva concesso la libertà di culto in tutto l'impero. La dedicazione ufficiale al Santissimo Salvatore fu compiuta però da Papa Silvestro I il 9 novembre 324, data risalente alla tradizione, che dichiarò la chiesa e l'annesso Palazzo del Laterano Domus Dei ("casa di Dio").
Sul primitivo aspetto della basilica sono note le descrizioni delle fonti e le informazioni relative alle successive ricostruzioni, che per un certo periodo continuarono a basarsi sulla struttura originaria. La basilica era nota, per il suo splendore e per la sua importanza, con il nome di Basilica Aurea ed era oggetto di continue e importanti donazioni da parte degli imperatori, dei papi e di altri benefattori. L'edificio era orientato secondo la direttrice est/ovest tipica delle basiliche paleocristiane, con la facciata rivolta a occidente, cioè verso il tramonto, e l'abside con l'altare rivolti a oriente, cioè verso l'alba. Oriente era quindi il luogo dove si trova il Paradiso e quindi Cristo, e la direzione dalla quale questi sarebbe tornato sulla terra.
La primitiva basilica aveva una forma oblunga e disponeva di 5 navate fortemente digradanti in altezza, divise da colonne: la navata centrale era la più larga e più alta e si elevava sopra delle altre. Il soffitto era coperto a capriate, che probabilmente dovevano essere a vista. Opposta alla facciata era presente un'unica abside dove venne posta la cattedra vescovile, in analogia con le tribune allestite per le sedute solenni nelle basiliche civili. In fondo alle navate esisteva una navatella trasversale, il primitivo transetto, nella quale prendevano posto durante la celebrazione il vescovo, sedendo in centro, su un seggio rialzato, affiancato dai sacerdoti, disposti ai lati. Tra le navate e il transetto due possenti colonne sostenevano un grande arco detto arco trionfale.
Nel 410 la Basilica venne colpita dal Sacco di Roma dei Visigoti di Alarico e nel 455 nuovamente saccheggiata dai Vandali di Genserico, che la privarono di tutti i suoi tesori. La chiesa venne però restaurata e riportata al suo originario splendore da Papa Leone Magno attorno al 460, venendo poi ulteriormente arricchita sotto il successore Ilario. Sappiamo che la basilica venne nuovamente restaurata da Adriano I alla fine dell'VIII secolo, apparendo in tutto il suo splendore in occasione della Pasqua del 774, quando vi ricevette il battesimo Carlo Magno, a cui seguirono nuovi interventi nell'844/847.
La basilica fu poi teatro di uno degli avvenimenti più drammatici nella storia della Chiesa cattolica: il processo a Papa Formoso, detto anche il Sinodo del cadavere. Dopo la morte di questi, nell'896, probabilmente a seguito di avvelenamento, il suo successore Stefano VI istruì un processo contro di lui, ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all'appoggio del partito filogermanico. La mummia di Formoso fu dunque riesumata dal sepolcro, abbigliata con i paramenti pontifici e collocata su un trono nella sala del concilio per rispondere a tutte le accuse. Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato: tutti i suoi atti e le sue misure vennero annullati, e gli ordini da lui conferiti vennero dichiarati non validi. Le vesti papali vennero strappate dal suo corpo, le tre dita della mano destra, usate per le consacrazioni, vennero tagliate e il cadavere fu poi trascinato per le vie di Roma e gettato nel Tevere.
In quello stesso anno, un terremoto fece crollare il tetto sopra la navata centrale, danneggiando gravemente la chiesa: l'evento fu ritenuto un castigo divino nei confronti di Stefano VI. I danni furono così ampi che si rese necessaria una radicale ricostruzione. Le uniche tracce dell'edificio più vecchio vennero alla luce durante i lavori di scavo effettuati nel 1880, quando erano in corso i lavori per allargare l'abside.
La seconda Basilica, completata agli inizi del X secolo, rispettava nella sua essenza le proporzioni di quella costantiniana. Venne consacrato da Papa Sergio III, il quale, nell’inaugurare anche il nuovo battistero, aggiunse alla chiesa la dedicazione a San Giovanni Battista e fece inoltre ornare la tribuna di mosaici, lasciando memoria della propria opera in un'elaborata epigrafe, che venne posta al disopra della porta maggiore. La seconda Basilica era dotata di un campanile, distrutto però da un fulmine nel 1115 e riedificato da Papa Pasquale II. Nel XII secolo, poi, Lucio II dedicò il Palazzo del Laterano e la basilica anche a San Giovanni Evangelista e insediò nel Palazzo un monastero benedettino.
Tra il 1297 e il 1300 intervenne anche Giotto nel rifacimento dei cicli decorativi della basilica, Proprio nella seconda Basilica del Laterano il 22 febbraio 1300 Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo. Solo 5 anni dopo tuttavia, alla morte di Bonifacio VIII, iniziava la cattività avignonese. Già impoverita dall'assenza dei Papi, il 6 maggio 1308 la seconda Basilica andò quasi completamente distrutta in un furioso incendio.
Da Avignone, Clemente V e Giovanni XXII inviarono il denaro necessario alla ricostruzione e al mantenimento della Basilica, che nel 1349 venne danneggiata da un terremoto e nel 1360, dopo nemmeno 50 anni, venne nuovamente distrutta da un altro incendio.
Urbano V, da Avignone, diede di nuovo ordine di ricostruirla, ma stavolta apportò numerosi cambiamenti, tanto che si parla di una terza Basilica lateranense. La Basilica continuò a mantenere la sua forma antica, divisa in 5 navate separate da colonne e preceduta da un ampio quadriportico di stile paleocristiano, anch'esso retto da colonne e decorato, al centro, da fontane. La facciata era abbellita da un grande mosaico su fondo d'oro raffigurante al centro il Cristo Salvatore e, nel registro inferiore, i Quattro Evangelisti. I portici, ancora risalenti alla chiesa paleocristiana, erano affrescati con opere che commemoravano la flotta romana sotto Vespasiano, la presa di Gerusalemme, il battesimo dell'imperatore Costantino e la sua donazione alla Chiesa. A differenza dell'edificio precedente, però, Urbano V fece introdurre una navata trasversale, imitata senza dubbio da quella aggiunta in precedenza alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, a modello dei tipici transetti medievali.
Oltre ai portici, altre parti delle costruzioni più antiche ancora sopravvivevano, fra cui la pavimentazione cosmatesca e le statue di San Pietro e di San Paolo, che ora si trovano nel chiostro. Nel portico era poi conservata la "stercoraria", il trono di marmo rosso su cui sedevano i Papi in occasione dell'incoronazione, ora conservata ai Musei Vaticani. Doveva il suo nome particolare all'antifona cantata durante l'incoronazione papale De stercore erigens pauperem ("Sollevando il povero dal letamaio", dal Salmo 112).
Appena inaugurata, la terza Basilica venne danneggiata da un terzo incendio nel 1361. Papa Urbano V affidò i restauri al senese Giovanni di Stefano, il quale eliminò parzialmente le trabeazioni interne e sostituì le colonne costantiniane con venti pilastri in laterizio, realizzando infine, con il contributo del Re di Francia Carlo V un grandioso ciborio, inaugurato nel 1370, nel quale furono inseriti i preziosi reliquiari contenenti le teste dei Santi Pietro e Paolo. Il ciborio tutt'oggi sovrasta l'altare maggiore, nel quale è incastonata la reliquia della tavola su cui celebrò San Pietro. Sappiamo che nella terza Basilica si trovava poi un ciclo di affreschi, a suo tempo ammiratissimo seppure incompleto, oggi scomparso, opera di Gentile da Fabriano e del Pisanello, commissionato da Martino V.
Al ritorno da Avignone di papa Gregorio XI, nel 1377, i Papi scelsero di spostare la loro residenza in Vaticano e il Laterano rimase comunque di importanza secondaria rispetto a San Pietro. Nonostante questo lo stesso Gregorio dotò la basilica di un nuovo portale, ornato da leoni, riedificando al contempo la facciata settentrionale, nella quale fece aprire un nuovo rosone.
Nel 1413 la terza Basilica venne nuovamente danneggiata dalle truppe di Ladislao I di Napoli, costringendo Martino V a provvedere con grandiosi restauri, che si prolungarono sino al pontificato seguente, quello di Eugenio IV. Nel 1421 la chiesa venne arricchita da un nuovo pavimento cosmatesco e il soffitto venne riparato, mentre Gentile da Fabriano riceveva l'incarico di realizzare un nuovo ciclo di affreschi nella navata destra. Alla basilica venne annesso inoltre un nuovo convento, addossato al muro della città, assegnato a monaci benedettini.
Alla fine del XVI secolo, poi, Sisto V fece demolire il vecchio e pericolante Palazzo Lateranense, detto Del Patriarchio, facendolo riedificare ex novo dal suo architetto preferito, il ticinese Domenico Fontana. In quest'occasione fu ricostruita la facciata del transetto, fondale prospettico dell'antica via Triumphalis rivolta verso la città, con l'edificazione di una nuova Loggia delle Benedizioni, di fronte alla quale venne ricollocato l'antico obelisco Lateranense.
Per secoli il Papa neoeletto presiedeva una solenne cavalcata, partendo dai Sacri Palazzi del Vaticano o del Quirinale, attraversando in processione tutto il centro di Roma, per raggiungere a dorso di una mula bianca San Giovanni in Laterano, dove veniva incoronato.
Nel '600, in piena età barocca, Papa Innocenzo X decise un radicale rinnovo della Basilica, affidandone la progettazione a Francesco Borromini. Nel 1660 Alessandro VII fece rimuovere i portoni bronzei dell'antica Curia Iulia (ex sede del Senato romano, ancora esistente), perché divenissero i battenti del nuovo ingresso della basilica. I lavori si prolungarono fino al pontificato di Clemente XII, quando venne realizzata infine la facciata principale, progettata da Alessandro Galilei, completata nel 1734 rimuovendo completamente le vestigia dell'antica basilica. Era nata la Quarta Basilica Lateranense, quella attuale: della Seconda restarono visibili solo il pavimento, il ciborio e il mosaico absidale, restaurato poi da Leone XIII nell'800.
Francesco Borromini, pur vincolato da soffitto e pavimento già esistenti, creò uno dei suoi più alti capolavori, specie nella fuga di spazi delle navate minori, caratterizzate da un uso estroso e intellettuale delle fonti luminose, dette camere di luce, espediente che permette l'illuminazione diffusa degli spazi architettonici e dallo stucco bianco. Francesco Borromini racchiuse le colonne dell'antica navata centrale in nuovi pilastri, alternati ad archi e caratterizzati da un ordine colossale di paraste. Sui pilastri collocò delle nicchie dalla forma di tabernacolo, riutilizzando parte delle splendide colonne in marmo verde antico che sostenevano le volte delle navate laterali. Nel secondo ordine fece in modo di alternare ai finestroni delle cornici ovali adornate dai motivi vegetali della palma, dell'alloro, della quercia e di essenze floreali, al cui interno lasciò visibili, come reliquie, alcuni frammenti dell'antica muratura della Prima Basilica costantiniana.
Le nicchie progettate da Borromini erano rimaste vuote per decenni, fino al 1702, quando Papa Clemente XI e il cardinale Benedetto Pamphilj, Arciprete della Basilica Lateranense, annunciarono l'intenzione di dotare le nicchie di 12 monumentali sculture degli Apostoli. Ogni statua sarebbe dovuta essere sponsorizzata da un principe della nobiltà romana, oltre allo stesso Papa, che finanziò la realizzazione della statua di San Pietro, e al cardinale Pamphilj, che pagò quella di San Giovanni Evangelista.
Negli spazi tra una finestra e l'altra Clemente XI fece inoltre eseguire una serie di ovali con Profeti. La facciata fu invece progettata da Alessandro Galilei nel 1735, dopo un concorso che lo vide primeggiare, per essere conterraneo e amico del Papa Clemente XII Corsini, su architetti ben più celebri di lui, tra cui Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi, autore della Fontana di Trevi, e dopo che Filippo Juvarra, architetto dei Savoia, fu invitato a partecipare al confronto solo come giudice.
Galilei si allontana dal repertorio barocco per tornare nuovamente verso l'architettura classica. La facciata, tra le più suggestive di Roma, si presenta come uno schermo davanti all'originaria basilica, generando così un nartece o vestibolo che, rapportato alla navata centrale e alle due navate laterali, ha richiesto una parte centrale più larga del resto. Portando la parte centrale un po' in avanti e ricoprendola con un frontone che si rompe nella balaustra del tetto, infatti, Galilei fornisce una porta d'entrata su una scala più che colossale, incorniciata da altrettanto colossali pilastri.
Lo stile colossale piacerà molto anche ai Papi successivi, tanto che Clemente XIII affidò a Giovanni Battista Piranesi un nuovo, grandioso presbiterio, mai realizzato e, secondo alcuni, mai realizzabile per la sua grandezza.
La fama della Basilica crebbe al punto che fino al 1854 i nuovi Papi venivano incoronati in Laterano anzichè in San Pietro, ma dopo la breccia di Porta Pia del 1870, Leone XIII nel 1878 preferì essere incoronato in Vaticano, imitato dai suoi successori.
Dopo che un avveniristico progetto di traslazione non poté avvenire a causa dei costi troppo alti elevati, l'abside antica venne abbattuta per volontà di Leone XIII e ricostruita in posizione diversa per ospitare un nuovo coro, prima e unica modifica all'originario progetto seicentesco della Quarta Basilica borrominiana.
Il 28 luglio 1993. infine, l'entrata laterale e parte della facciata del Palazzo Lateranense, che ospita gli uffici del Vicariato di Roma, furono danneggiati gravemente da un'autobomba, in un attentato attribuito a Cosa Nostra (un'altra esplose davanti alla chiesa di San Giorgio in Velabro). I danni, fortunatamente, vennero rapidamente riparati. Se l'Arciprete della Basilica è il Vicario per Roma, il Protocanonico onorario è il capo di Stato della Francia. Infatti tale titolo venne concesso nel 1598 a Enrico IV, Re di Francia calvinista convertitosi al cattolicesimo, che garantì la libertà religiosa ai protestanti con l’Editto di Nantes, che fece importanti donazioni alla Basilica e ottenne che il titolo venne trasmesso ai suoi successori (oggi al Presidente della Repubblica francese).
La Basilica di San Giovanni in Laterano è il monumento più importante dell'ampio complesso architettonico lateranense, unico al mondo, che comprende:
- Palazzo del Laterano → venne eretto a fine '500 da Sisto V al posto dell'antico Palazzo del Patriarchio, residenza dei Papi fino al 1309, quando si trasferirono al Avignone, in disuso da due secoli e danneggiato da un incendio. Il Palazzo del Laterano venne usato fino all'Unità d'Italia come residenza estiva dei Papi, insieme al Palazzo del Quirinale. Oggi il Palazzo del Laterano ospita il Vicariato di Roma e una sezione del Museo Storico Vaticano, che comprende un appartamento pontificio (con la Sala della Conciliazione, nella quale vennero firmati i Patti Lateranensi l'11 febbraio 1929). Un tempo esistevano anche i Musei Lateranensi (Gregoriano Profano, Pio Cristiano e Missionario Etnologico) che oggi sono parte dei Musei Vaticani
- San Salvatore alla Scala Santa → con la costruzione del nuovo Palazzo del Laterano, i resti dell'antico Palazzo del Patriarchio vennero traslati in un nuovo edificio, detto di San Salvatore alla Scala Santa. Contiene infatti quella che è ritenuta la scala del Palazzo Pretorio di Gerusalemme, dove Ponzio Pilato giudicò Gesù, portata a Roma da Elena, madre di Costantino. Sulla cima della scala si trova la cappella di San Lorenzo in Palatio, detta Sancta Sanctorum, cioè la cappella privata del Papa fino agli inizi del Trecento, in cui è custodita l'Acheropita Lateranense, pala d'altare che si ritiene non prodotta da mano d'uomo
- Chiostro Lateranense → vi si accede dall'interno della Basilica e, oltre ad alcune testimonianze dell'antico Patriarchio, sono visibili opere di Arnolfo di Cambio. Il chiostro è legato all'esistenza di un grande monastero benedettino racchiuso tra la Mura Aureliane, il Patriarchio e la Basilica, di cui il chiostro, il più grande di Roma, è l'unica parte rimanente. Le sue colonne sono uniche al mondo, in uno stile intermedio fra il romanico vero e proprio e quello gotico, opera di stile cosmatesco dei Vassalletto, famosa famiglia di marmorari romani, databile all'inizio del XIII secolo
- Battistero Lateranense → a pianta ottagonale, è separato dalla basilica. È stato costruito da Sisto III nel V secolo, forse su una struttura addirittura precedente, in cui la leggenda vuole che l'imperatore Costantino fosse stato battezzato (oggi sappiamo che fu battezzato in Oriente, sul letto di morte, da un vescovo ariano). Per secoli quello Lateranense è stato l'unico Battistero di Roma e la sua struttura ottagonale, con un grande bacino per le immersioni complete, ha fatto da modello per i battisteri successivi in tutta Italia
- Triclinio Leonino → è tutto ciò che rimane dell'antico Palazzo del Patriarchio. Si tratta di un'abside decorata con mosaici e aperta all'aria, situata accanto a San Salvatore della Scala Santa. Era situato in una delle più grandi sale del Palazzo, detta Triclinium, fatta erigere da Leone III come sala per i banchetti di Stato. La struttura attuale non è antica, ma lo sono alcune parti dei mosaici, ricostruiti in tre parti: Cristo affida agli Apostoli la loro missione, consegna le chiavi a San Silvestro e il Labaro a Costantino e San Pietro dà la stola a Leone III e le insegne a Carlo Magno
- Piazza San Giovanni → ospita un obelisco di granito rosso alto più di 32 metri, il più grande esistente, realizzato nel XV secolo a.C. dai faraoni Thutmose III e Thutmose IV e proveniente dal tempio di Ammone a Tebe (oggi Karnak) in Egitto. Fu portato a Roma dall'imperatore Costanzo II nel 357 e collocato nel Circo Massimo insieme all'obelisco Flaminio. Perso per secoli dopo la Cattività Avignonese, venne ritrovato rotto in tre pezzi nel 1587, insieme al Flaminio, ed eretto l'anno seguente dall'architetto Domenico Fontana per volontà di papa Sisto V in Piazza San Giovanni.
Nel 1929 i Patti Lateranensi assicurarono la sovranità dell'intero complesso alla Città del Vaticano e dal 1990 in Piazza si tiene il Concerto del Primo Maggio. Il 15 ottobre 2000, infine, una lapide commemorativa in onore delle vittime della miseria è stata posta sul sagrato della Basilica: riproduce l'originale inaugurato sul Sagrato delle Libertà e dei Diritti dell'Uomo, al Trocadèro di Parigi, il 17 ottobre 1987, da P. Joseph Wresinski, fondatore del Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo.
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